Spesso il primo sentimento che un utente prova con un telefono nuovo solitamente è smarrimento e cambiamento, è tutto simile al vecchio telefono ma un po’ diverso, il software ha delle varianti, lo stile cambia, anche solo la forma del device è diversa, e ci vuole del tempo prima di abituarsi al nuovo modello; durante la prova del Pixel 6 Pro è stato lo stesso, ma in maniera diversa perché lo smartphone di google a un certo punto ha iniziato ad adattarsi alle nostre abitudini.

Nella confezione troviamo unicamente un cavo USB-C e un adattatore per le normali usb a ma non il caricatore, come ormai molte aziende hanno scelto abbracciando il loro lato più “green”, se dovesse servire è però possibile acquistarne uno a parte che erogherà una ricarica di 30watt; ma anche senza una ricarica rapida spinta non avrete problemi grazie alla batteria da 5000mAh e all’ottimizzazione del software, che vi permetteranno di arrivare senza problemi a fine giornata.

Nel cuore del telefono di Google troviamo il SoC Tensor, sviluppato dalla azienda americana stessa, con architettura a 5nm octa core da 2,8 ghz che oltre a fornire tutta la potenza di cui avrete bisogno senza dare particolari problemi di surriscaldamento, soprattutto dopo l’ultima patch rilasciata, rendendo il telefono sempre fluido e dando giustizia a uno schermo da 6,7 pollici QHD+ AMOLED curvo, con dei colori molto belli e vivaci; sul retro invece troviamo il blocco camera a fascia che ospita una camera principale da 50MP, una ultra-grandangolare da 12MP con un angolo di 114° e un teleobiettivo da 48MP con zoom ottico da 4x, un setup sicuramente all’altezza dei top di gamma usciti quest’anno ed è proprio qui che il Tensor assieme al software entra in gioco aiutando un utenza che vuole foto di qualità senza impazzire con i settaggi; il Punta e Scatta di Pixel 6 Pro è ottimo, potete certamente giocare con le opzioni di un’ottima parte fotografica ma se dovete immortalare qualcosa in fretta gli algoritmi di Pixel faranno la differenza. In generale il blocco fotografico di Pixel è ottimo, mostra il fianco solo sulla fotocamera frontale da 11MP che soprattutto in ambienti poco illuminati dove fatica e mostra la presenza di troppo rumore, decisamente non un selfie Phone quello di Google.

La particolarità del Pixel come sicuramente avrete capito è quella di un software e di un processore che tendono ad adattarsi al proprietario, con le sue abitudini e le sue esigenze; ad esempio Now Play riconosce tutte le canzoni che incrocerete durante la giornata w3gnalandovi i titoli, nel caso non li conosceste, oppure la traduzione automatica dei messaggi nella lingua predefinita, per rendere tutto più semplice.

Ovviamente non mancano le interazioni con auto e altri device, ma in generale abbiamo trovato Pixel 6 Pro più reattivo nell’essere presente nelle varie attività dell’utente, rendendolo decisamente diverso dai suoi concorrenti. Nonostante le dimensioni notevoli e il suo peso di 210 grammi, il Pixel 6 Pro si dimostra un ottimo prodotto che tende a migliorarsi in maniera continua, con patch migliorative che faranno la felicità di chi adora poter “smanettare” con il proprio telefono, unica pecca, la parte posteriore in vetro davvero troppo scivolosa, che costringe all’utilizzo di una cover, per evitare cadute accidentali.

Un prodotto completo che forse esce troppo a ridosso del nuovo modello 7 in autunno, ma che sicuramente ci sentiamo di consigliare, soprattutto se cercate qualcosa di diverso in un mercato che fatica a presentare qualcosa di diverso.

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