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Ultimo aggiornamento: 8:59 del 13 Luglio 2022

Firma digitale, Cappato: “Governo non cancelli riforma storica, politica dovrebbe farsi forte delle possibilità delle nuove tecnologie”

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“Se il governo andrà avanti su quanto annunciato in Aula, con la cancellazione della riforma storica sulla firma digitale per i referendum, andrà contro il buon senso, sarebbe un atto grave”. A rivendicarlo, a margine del Consiglio generale dell’associazione Luca Coscioni, è il tesoriere Marco Cappato. “Giovedì incontreremo il ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, e consegneremo le firme raccolte”, ha anticipato, sottolineando che la questione riguarda “una politica che dovrebbe farsi forte delle possibilità date dalle nuove tecnologie”.

Stando a quanto annunciato dal ministro Colao, aveva denunciato la stessa Associazione Coscioni, “le firme digitali perderanno ogni valore”. E per questo motivo l’associazione stessa aveva lanciato una mobilitazione, con tanto di appello online e un presidio quotidiano davanti al ministero, con lo sciopero della fame degli attivisti

“Le parole del ministro smentiscono sue precedenti dichiarazioni sulle funzioni della piattaforma, oltre a tradire la stessa legge in materia, secondo cui le firme digitali non sono soggette ad autenticazione per via analogica (art 344 legge n. 178 del 30/12/2020). Con l’entrata in funzione della piattaforma pubblica, inoltre, non sarà più possibile firmare con SPID i referendum neppure su piattaforme private, come invece avvenuto la scorsa estate con costi a carico dei comitati promotori: si va in sostanza a privare i cittadini di un loro diritto, conquistato appena un anno fa”, era stata la denuncia dell’associazione Coscioni.

A cosa servirebbe la piattaforma? Sarebbe perfettamente inutile”, ha concluso anche Marco Perduca, già presidente del comitato ‘Referendum cannabis”.

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