Dieci anni fa il mondo non scientifico scoprì il Bosone di Higgs grazie all’emozionante prova del Cern che quella particella (valsa il Nobel a Peter Higgs e Francois Englert con il Nobel per la Fisica) esisteva davvero. Una scoperta fondamentale grazie al Large Hadron Collider, il grande acceleratore di particelle installato al Cern di Ginevra.

Da allora ad oggi i progressi compiuti per determinarne le proprietà, “hanno permesso ai fisici di fare enormi passi avanti nella nostra comprensione dell’universo” come sottolinea il Cern che oggi celebra l’anniversario di una delle scoperte che hanno cambiato il corso della scienza. Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern e capo progetto (“portavoce”) dell’esperimento Atlas al momento della scoperta, in una intervista a Repubblica ricorda: “Sembrava di essere ad un concerto rock, l’entusiasmo e l’emozione erano alle stelle”. “Il bosone di Higgs è una particella speciale, legata a questioni aperte molto importanti in fisica fondamentale, che includono l’evoluzione passata e futura dell’universo e l’esistenza di nuova fisica ad alta energia. Ci potrebbe permettere anche di scoprire la materia oscura. È allo stesso tempo un precisissimo microscopio e un potentissimo telescopio”.

“La scoperta del bosone di Higgs è stata una pietra miliare monumentale nella fisica delle particelle. ha segnato sia la fine di un viaggio decennale di esplorazione che l’inizio di una nuova era di studi su questa particella molto speciale. Ricordo con emozione il giorno dell’annuncio, un giorno di immensa gioia per la comunità mondiale della fisica delle particelle e per tutte le persone che hanno lavorato instancabilmente per decenni per rendere possibile questa scoperta” aggiunge ancora la scienziata italiana.

Il Large Hadron Collider (LHC) del Cern di Ginevra è pronto ad entrare in una nuova fase, chiamata Run 3, con collisioni ad un’energia mai registrata aprendo la strada a nuove scoperte. Domani 5 luglio alle ore 16, in diretta sui social network del Cern, il più potente acceleratore di particelle al mondo entrerà nella sua terza fase ad un’energia di collisione pari a 13,6 trilioni di elettronvolt (TeV), ha annunciato il Cern. “Avremo una capacità di esplorare l’incognito molto più elevata” spiega Gianotti.

Grazie all’accresciuta energia di collisione e ai numerosi interventi operati, con l’integrazione di nuovi sistemi per i rivelatori e una nuova infrastruttura informatica, gli esperimenti di LHC potranno garantire una precisione senza precedenti e un “incomparabile potenziale di scoperte“. Da domani, LHC funzionerà ininterrottamente per quasi quattro anni ed i fisici delle particelle prevedono di raccogliere una quantità di dati doppia rispetto a quella ottenuta finora. Per il Cern si apre una nuova “stagione” della fisica, con un programma scientifico vasto e promettente.

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