In otto anni di assenza sono cambiate un sacco di cose nel mondo della musica e nell’umanità, ormai divisa tra pandemia e guerra. Paolo Nutini vuole fissare il tempo in maniera indelebile e lo fa – per parafrasare il titolo del suo nuovo disco – con un sapore agrodolce. “Last Night In The Bittersweet” è la testimonianza di come, ancora una volta, Paolo Nutini si imponga con la sua voce e le sue sonorità (così lontane dalle mode del momento) come uno dei talenti più preziosi della musica mondiale. E non parliamo solo di numeri visto che i suoi album “Sunny Side Up” (2009) e “Caustic Love” (2014) si sono subito classificati al primo posto nella classifica del Regno Unito, totalizzando 8 milioni di album venduti in tutto il mondo, 8 milioni di singoli venduti in Gran Bretagna e 1.5 miliardi di stream globali.

Lontano dai riflettori, dal gossip, dalle interviste (ne ha concesso solo una ad Amsterdam per presentare questo progetto musicale), assolutamente ignaro della sua bellezza tanto da ignorarne la condivisione sui social (come qualche suo collega fa), l’artista scozzese di origini italiane non ha fatto parlare di sé per un lungo periodo. Tanto che i fan si sono anche preoccupati per una assenza così assordante. Eppure i sedici brani di “Last Night In The Bittersweet” per 70 minuti di musica ci restituiscono un talento che sembra non essersene mai andato. Nutini si sbizzarrisce e c’è di tutto, dal rock al country, dal soul all’indie. Poco importa se le mega produzioni contemporanee virano e strizzano l’occhio a un pubblico teen. Nutini è quello che è, un’anima fragile e tenera che racconta dei suoi amori contorti, che apre con sincerità una finestra introspettiva sulla sua disperazione e che spera in un mondo migliore.

Il disco è stato anticipato dai singoli “Lose It” e “Through The Echoes”, e poi dai brani “Shine A light”, “Pietrified in Love” e “Acid eyes”. La produzione è di Paolo Nutini con Dani Castelar e Gavin Fitzjohn. Nove brani su sedici sono scritti di suo pugno, i rimanenti sono il frutto della co-scrittura con i membri della sua band. Ad aprire il disco “Afterneath” contiene un sample tratto da un dialogo di “True Romance – Una vita al massimo” del 1993 di Quentin Tarantino con Patricia Arquette e Christian Slater. La trama parte dal colpo di fulmine di un uomo per una prostituita (che poi sposerà) alle prese, involontariamente, con della cocaina da piazzare. Non mancano i brani che ci riportano allo stile inconfondibile di Nutini ‘Through The Echoes”, ma anche la struggente “Acid Eyes” (“Mentre i miei ricordi si stavano sciogliendo al sole, sì, i ricordi si stanno sciogliendo sui fiori spezzati e le cicale hanno cantato il ritornello come se stessero cantando per noi”) ed “Everywhere” dove c’è un pizzico di sesso “Sul mio corpo. Sotto la mia pelle posso sentirti. Strisciando dentro, posso sentirti. Rallentare e muoversi”. “Radio” spiazza per un riferimento chiaro e netto alla politica: “Maiali e politici si scatenano nella notte, ci vorrà più di un superuomo per farci pensare che va tutto bene”. Immagine cinematografiche in “Petrified in Love”: “La luce si riversa dentro e fuori di te, proprio su tutto. Quello lo faccio e lo dico mentre sono in giro a cavalcare il solito caos. Veniamo morsi due volte dai pipistrelli sulle onde della strada”. Analisi introspettiva in “Desperation” dove Nutini non usa giri di parole: “La disperazione è un’amica a portata di mano. La disperazione è ciò che ci manca. È l’asteroide, è il bacio finale. La disperazione è la disconnessione”. Infine una sincera ammissione alla sua ex: “Oh piccola quando ti chiamo dicendo che sono cambiato. Non credere a una parola perché sarò sempre lo stesso. E pregherò gli angeli e pregali di ascoltarmi che nonostante tutto piacerebbe che non ti avvicinassi a me”.

Attesa per il tour con un sold out immediato per gli appuntamenti di Gardone Riviera il 15 luglio (Anfiteatro del Vittoriale), Pistoia il 16 luglio (Pistoia Blues), Roma il 19 luglio (Cavea Auditorium), Bologna il 20 luglio (Sequoie Music Park), Trani il 23 luglio (Piazza Duomo), Caserta il 25 luglio (Belvedere di San Leucio), Taormina il 27 luglio (Teatro Antico) e Milano il 30 settembre (Fabrique). Sono rimasti disponibili solo i biglietti per la data di Servigliano (FM) il 22 luglio (Parco della Pace). Insomma nonostante siano passati otto anni la “febbre” per Paolo Nutini c’è ancora. Un buon segno.

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