Da una parte il principe Carlo con le valigette di denaro dello sceicco del Qatar, dall’altra la Regina che stringe la cinghia. Al di là della facile ironia, la realtà è che le casse della Corona piangono perché fanno i conti con il risveglio dal Covid, con il costante e progressivo aumento delle spese di mantenimento della Ditta (reale) e dei suoi palazzi. I numeri. Secondo i dati riportati dai quotidiani inglesi, solo lo scorso anno le uscite ammontavano a 102,4 milioni di sterline, segnando un incremento del 17% sul dato precedente. A drenare maggiori risorse il costo del mantenimento e restauro di Buckingham Palace, una operazione di grande riqualificazione spalmata su dieci anni, che ha portato ad un incremento di spesa pari al 41%, tradotto in circa 54,6 milioni di sterline. La Regina, come noto, ha scelto di trasferire la sua dimora a Windsor e di lasciare così il castello che fu scelto dall’antenata Vittoria ad uso di turisti ed eventi.

Il “Sovreign Grant”, di fatto i soldi che i contribuenti inglesi versano al governo per pagare le spese delle residenze e degli impegni reali, non ha invece subito variazioni, confermando il gettito di circa 86,3 milioni di sterline. Il problema è che, come sempre, in momenti di crisi, accettare di pagare le tasse anche per mantenere la Corona risulta sempre più indigesto, da qui si spiega anche il grande investimento fatto per il Giubileo di Platino. L’evento, non solo ha tentato di ridare lustro e popolarità alla monarchia garantendone la futura sopravvivenza, ma ha anche dimostrato come il suo appeal rappresenti ancora una importante fonte di reddito per il turismo e le entrate del Paese. Magari questo varrà ancora quella sterlina e 29 centesimi che la famiglia reale costa al portafogli di ogni persona del regno, fatta esclusione delle spese per la sicurezza.

Ma gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e certo, il Palazzo non poteva immaginare lo stop forzato degli scorsi anni che ha portato ad un tracollo nelle finanze reali che hanno dovuto iniziare ad attingere alle scorte. La pandemia, in tre anni, è costata alla Corona inglese circa 18 milioni di sterline con un crollo di visitatori dei suoi siti che ancora non ha raggiunto più del 50% dei livelli pre Lockdown.

La fonte interpellata dal Daily Mail, Sir Micheal Stevens, il gestore del Portafoglio Privato della Regina, ha spiegato che sebbene le attività della famiglia reale siano progressivamente tornate alla normalità, questo non può dirsi per le entrate economiche che soffrono e hanno costretto la regina a mettere mano ai risparmi. Ci vorranno ancora due o tre anni, secondo le stime, prima di uscire da questa deriva finanziaria e non è escluso che risorse aggiuntive verranno dirottate sul restauro di Buckingham Palace, per rispettare i tempi stimati e non far crescere ulteriormente i costi dei cantieri. Un budget complessivo di 369 milioni per lavori, come quello dell’impianto elettrico, che non venivano effettuati dalla Seconda Guerra Mondiale. Va bene la frugalità britannica, ma la sicurezza viene prima.

E allora è chiaro che la Regina Elisabetta II, nonostante i problemi di mobilità alle gambe e i suoi 96 anni suonati, non possa assolutamente fermarsi. E’ lei quella che tira avanti la carretta da sempre ed è lei l’unica che porti i risultati attesi, senza mai deludere le aspettative. Dei 2.300 impegni condotti in Gran Bretagna e all’estero solo lo scorso anno dalla famiglia reale, l’instancabile sovrana ne ha portati a casa 201. E non una sbavatura.

Purtroppo invece, il viaggio di William e Kate ai Caraibi nel marzo di quest’anno è costato circa 230mila sterline insieme a numerose critiche, tanto da costringere la coppia a licenziare il Pr che all’epoca si occupava della loro immagine. Restando in famiglia, 28mila sterline è costato il volo charter che lo scorso settembre ha portato Carlo e Camilla a partecipare alla funzione in memoria della Battaglia d’Inghilterra. Anche questi soldi, sommati a tutti quelli spesi dal futuro re, difficilmente potranno portare grandi benefici all’immagine della Corona ed a lui in prima persona.

Il principe ereditario, da giorni si trova al centro dello scandalo delle donazioni ricevute ed accettate, in contanti, dall’ex primo ministro del Qatar, scandalo rivelato dal Sunday Times. Clarence House ha promesso che Carlo non accetterà più denaro (in valigetta) per le sue organizzazioni caritatevoli e ha chiarito che non avrebbe accettato soldi, personalmente, negli ultimi 5 anni. Queste le risposte date al quotidiano domenicale che gli avrebbe attribuito la presa in carico, nelle sue proprie mani, di circa tre milioni, gentilmente donati da Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani, tra il 2011 e il 2015. Un’immagine davvero imbarazzante e spiegazioni, se possibile, peggiori della notizia in sè.

Ed ecco che nel tentativo di metterci una pezza, il Palazzo sta cercando di snocciolale indiscrezioni utili a restituire un pò di popolarità a Carlo perchè, nonostante la famiglia reale abbia usato 183 volte elicotteri per spostarsi, lui, ambientalista “allergico” a quel mezzo, privilegerebbe sempre auto e treno, meno inquinanti e meno costosi. Però, i viaggi aerei effettuati complessivamente tra il 2021 e il 2022, sarebbero già costati più di 900.00 Sterline e Carlo a Camilla, che spesso viaggiano separatamente. Uno su tutti, il charter che lo scorso settembre, li ha portati dalla Scozia a Londra per visitare Kew Gardes e partecipare alla prima dell’ultimo film di James Bond. 32mila sterline spese così, mentre il piatto della Corona piange.

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