Ancora una volta le speranze degli italiani di ottenere un governo che si occupi del bene del popolo e tuteli i suoi mezzi di sussistenza, e cioè il demanio pubblico costituzionale che è stato svenduto a privati, sono state atrocemente annientate dalla spaccatura dei 5 Stelle, il cui fine sembra solo quello di assicurare agli attuali eletti il terzo mandato, cambiando nome a una parte del partito e assicurandosi in tal modo la possibilità di restare in Parlamento. In questo momento, come non mai, dovrebbero emergere sul piano politico delle persone, e qualcuna esiste, che hanno dato prova di voler difendere gli interessi del popolo contro gli interessi delle multinazionali e della finanza.

A mio avviso è necessario che nasca un partito che dichiari come suo programma politico l’attuazione della parte prima della Costituzione, e in particolare del titolo terzo relativo ai rapporti economici. Intanto sul piano mondiale ci troviamo difronte alla terrificante visione della guerra in Ucraina e del surriscaldamento terrestre. Quanto all’Ucraina, Draghi ha ieri proclamato in Parlamento di aver ricevuto il mandato di aiutare gli ucraini al fianco degli Usa e quindi anche inviando le armi: lo ha fatto senza nominare né gli Usa, né le armi, e cioè in modo alquanto subdolo.

La guerra in Ucraina è un vero disastro umanitario, anche perché le parti in conflitto hanno lasciato mano libera alla ferocia dei mercenari, che non hanno nessuna remora nell’esercitare la loro naturale violenza contro gli inermi civili, specialmente donne e bambini. A monte di tutto c’è un gravissimo errore. Considerato che si tratta di una guerra per procura, nella quale i condannati a morte sono soltanto gli ucraini, e che causa della guerra è la regolamentazione dei rapporti fra russi e americani in relazione alla spartizione delle loro zone di influenza in Europa, bisognava che l’Europa intera parlasse chiaro a Biden e che costui, anziché rivolgere parolacce contro Putin, intavolasse una seria trattativa con la Russia, tenendo presente che l’interlocutore è un aggressore criminale, privo a quanto pare di qualsiasi remora di carattere etico.

Tutto questo non è avvenuto, e ora la guerra è in una pericolosissima escalation. E questione allarmante è quella che riguarda la Lituania, che fa parte della Nato, la quale ha bloccato l’invio di merci a Kaliningrad con la minaccia russa di gravi ritorsioni. È singolare che il blocco riguarda le merci dirette a Kaliningrad – cioè l’antica Königsberg, la patria di Kant, il quale era certo soltanto di due cose: del cielo stellato sopra di noi e della coscienza morale che è in noi.

Una coscienza morale che ora sembra abbia abbandonato il mondo intero, ed è in base a questa coscienza che le persone ancora non votate al male hanno il dovere di riunirsi per salvare il mondo da una guerra globale che diviene sempre più probabile. Per quanto riguarda l’innalzamento della temperatura terrestre, è da sottolineare che essa sta desertificando zone vastissime del pianeta, ha già sciolto buona parte dei poli e quasi tutti i ghiacciai, ha innalzato il livello del mare e ha ridotto a rigagnoli importantissimi fiumi come il nostro Po.

Far cessare la guerra e impegnarsi per la salvezza del pianeta dovrebbe essere l’imperativo categorico kantiano che ispiri le menti di tutti ed eviti soprattutto che gli attuali detentori del potere raccontino menzogne o operino tradimenti della buona fede degli elettori.

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