Elisabetta Franchi scartavetra le persone in modo veramente ignobile. Per lei la vita privata non esiste“. È piena di “bordate” in grande stile e di dettagli inediti l’intervista che una delle dipendenti della stilista imprenditrice ha rilasciato ieri a Repubblica, a pochi giorni dalla condanna che la Franchi ha subito da parte del Tribunale del lavoro di Bologna per condotta antisindacale, nella vertenza promossa dalla Filcams-Cgil. Per la stilista prosegue dunque il “periodo nero” cominciato con le polemiche clamorose per il suo intervento al convegno organizzato da Il Foglio, in cui spiegava il suo modus operandi in azienda e come sceglie le persone da inserire nelle posizioni strategiche (“Oggi le donne le ho messe ma sono anta, questo va detto, comunque ancora ragazze ma cresciute. Se dovevano far figli o sposarsi lo avevano già fatto e quindi io le prendo che hanno fatto tutti i giri di boa, sono al mio fianco e lavorano h24, questo è importante”).

A distanza di alcune settimane il video del suo intervento è ancora virale sui social e nonostante la stilista abbiano provato a correggere il tiro spiegando di essere stata fraintesa, il “sentiment” nei suoi confronti resta piuttosto sfavorevole. A questo “effetto valanga” di critiche si è sommata alcuni giorni fa la bocciatura da parte del Tribunale del lavoro, che ha accolto parzialmente un ricorso della Filcams Cgil rispetto alle contestazioni disciplinari inviate ad alcune lavoratrici che tra fine 2021 e aprile 2022 avevo aderito a uno sciopero indetto contro gli straordinari (secondo il giudice non è invece illegittima l’imposizione di quegli stessi straordinari, nei limiti delle 250 ore annue). Come se non bastassero le bordate del fratello Mauro Franchi, che in un’intervista a FqMagazine ha smentito molte delle cose raccontate dalla stilista in questi anni (a cominciare dall’infanzia difficile), sono arrivate anche le pesanti accuse da parte di una delle dipendenti della Betty Blue, che svela come funziona la vita in azienda. “Ci lavoro da più di dieci anni e gli straordinari li ho sempre fatti, compresi il 25 aprile, l’8 dicembre e l’Epifania. Mi sento offesa perché ci ha dato delle inadempienti, delle irresponsabili, di quelle che le minano il business. Invece siamo professioniste e abbiamo sempre preso il lavoro molto seriamente: se oggi l’azienda è arrivata a questi livelli è anche merito nostro”, ha spiegato la donna, rimanendo anonima, in un’intervista al dorso bolognese di Repubblica.

Tra i passaggi inediti sul comportamento della Franchi, ce n’è uno che riguarda la disponibilità continua richiesta ai dipendenti. “Prima delle scadenze di campionario abbiamo sempre fatto gli straordinari: chi arrivava prima, chi lavorava il sabato mattina, festività, domeniche incluse, nessuna si è mai tirata indietro. Solo che nel tempo Franchi ha accentrato tutto su di sé, è diventata anche amministratrice delegata dell’azienda e ha perso qualsiasi freno: scartavetra le persone in modo veramente ignobile. Per lei la vita privata non esiste, ha milioni di chat con tutti i gruppi produttivi dove scrive a tutte le ore, inclusa la domenica. E tu devi sempre risponderle”. Quanto alle parole pronunciare della Franchi al convegno de Il Foglio, cui era presente anche il ministro delle pari opportunità Elena Bonetti, la dipendente si dice per nulla sorpresa. “La pensa proprio così“, aggiungendo che ad alcune sue colleghe, una volta rientrare dalla maternità, è stato imposto il cambio di ufficio. Ma cos’ha invece innescato la vertenza sindacale sulla quale il Tribunale del lavoro si è espresso giovedì scorso? “In ottobre ci è arrivata una mail che diceva: dovete fare gli straordinari, o l’azienda prenderà dei provvedimenti disciplinari nei vostri confronti. Quando hanno cominciato ad arrivare le prime lettere di richiamo ci siamo rivolte alla Cgil”, rivela l’impiegata della Betty Blue. Ma non è stato “un passo facile perché lì dentro la gente ha paura: su 150 dipendenti, siamo in una quarantina ad esserci iscritte al sindacato. Abbiamo scioperato, rifiutandoci di fare gli straordinari. E il risultato è stato che le nostre settimane erano fatte così: il lunedì mattina ricevevamo la lettera di richiamo per gli straordinari non fatti la settimana precedente, il mercoledì la richiesta di straordinari nuovi, minimo otto ore a settimana. E il venerdì l’ordine di servizio per intimarci di essere presenti al lavoro il sabato. C’è chi ha ricevuto lettere di richiamo per avere fatto mezz’ ora di straordinario in meno. Alcune di noi sono in malattia da Natale, con lo psicologo e tutto il resto. A me a dicembre è venuto un attacco di panico e sono finita in ospedale”. Fino ad ora non è arrivata alcuna replica da parte dell’azienda.

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