I medici avevano detto che non avrebbe superato i tredici anni e invece lui ora di anni ne ha 26 ed è ad un passo dal trovare la cura per la sua rarissima malattia, la progeria. Stiamo parlando di Sammy Basso, il giovane affetto da questa patologia genetica che provoca un invecchiamento precoce: è stato lui stesso a raccontare in un’intervista al Corriere della Sera a che punto è la ricerca, parlando dei suoi studi e dell’impegno che ogni giorno mette al servizio della scienza. Sul suo curriculum vanta infatti due lauree, una in Scienze naturali, con tesi sulle terapie innovative per rallentare l’avanzamento della progeria, e l’altra in Biologia molecolare.

“Io prendo 8 pastiglie al giorno, alcune sono legate all’intervento al cuore che ho fatto nel 2019 a Roma quando mi fu sostituita la valvola aortica che era molto calcificata e che si sarebbe chiusa molto presto. La progeria aveva lavorato parecchio logorando il mio corpo – ha spiegato Sammy Basso -. Si trattava del primo intervento di questo tipo su un paziente affetto da questa patologia e ha aperto una strada perché si è operato in modo non invasivo con una piccola incisione evitando qualsiasi rischio e anche grazie a questo sono ancora qui a raccontare la mia storia”. Adesso l’obiettivo è stabilire una cura definitiva: “Stiamo studiando un metodo innovativo per modificare il dna senza perderne pezzi, quindi noi oggi abbiamo già la base teorica per curare la malattia, dobbiamo solo capire come metterla in pratica in maniera impattante su tutte le cellule del corpo. Non siamo mai stati così vicini alla cura della progeria. E questa potrebbe essere una soluzione anche per tantissime altre malattie genetiche“, ha detto il giovane ricercatore.

E ancora, Sammy Basso ha spiegato: “Si stanno facendo passi da gigante anche se i fondi non bastano mai. In pochissimo tempo siamo riusciti a riconoscere il gene, nel 2020 in America è stato approvato il primo farmaco contro la progeria e si continuano gli studi per procedere con nuove sperimentazioni per andare oltre il farmaco che dal 2007 io prendo due volte al giorno e che per il momento è la terapia che seguono tutti i malati di progeria (130 in tutto il mondo, ndr). È una enorme soddisfazione personale perché per tanto tempo sono andato a dire che tutti insieme saremmo riusciti a trovare la cura, fino a ieri era una speranza, un motto… Credevo che si potesse migliorare l’aiuto verso i malati ma non pensavo che arrivassimo così vicini alla cura“.

Per questo ora di dice pronto a scrivere a papa Francesco: “Vorrei scrivergli e vorrei dirgli di aiutarmi a riunire tutti i potenti della terra per un check-up sulla ricerca, per portare a galla tutte quelle figure che combattono per salvare delle vite e spiegare anche il legame che esiste tra mondo della ricerca, medici e famiglie. Vorrei che i grandi della terra capissero anche cosa vuol dire essere sconfitti perché non si è arrivati in tempo a scoprire un farmaco o un vaccino e ci si sente impotenti. Ecco se capissero cosa significa lottare per la vita credo non avrebbero il coraggio di fare la guerra”.

“Non cambierei il mio passato ma è anche giusto sperare in qualcosa di meglio. Da persona che ama la verità voglio essere la copia più vera di me che comprende anche il mio passato”, è la riflessione finale di Sammy Basso che intanto si dice pronto a tornare al Festival di Sanremo: “Essere lì mi è piaciuto moltissimo perché è stata una ottima occasione per fare divulgazione. Quindi se Amadeus vuole invitarmi io ci sono“.

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