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Assicurazioni, manutenzione e stipendi: i costi milionari (a carico dello Stato) per mantenere i superyacht sequestrati agli oligarchi russi

Gestire uno yacht da 143 metri, 12mila tonnellate e 540 milioni di valore non è uno scherzo: lo sanno bene all'Agenzia del Demanio che in questi giorni è alle prese con il Sailing Yacht A, di proprietà del magnate russo Andrei Melnichenko, sequetrato dalla Gdf e ormeggiato nel porto di Trieste. Ma il patrimonio congelato va mantenuto nelle condizioni in cui è stato preso in carico, un'operazione che per colossi del genere può costare milioni di euro al mese
Assicurazioni, manutenzione e stipendi: i costi milionari (a carico dello Stato) per mantenere i superyacht sequestrati agli oligarchi russi
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Gestire uno yacht da 143 metri, 12mila tonnellate e 540 milioni di euro di valore non è uno scherzo. Lo sanno bene all’Agenzia del Demanio che in questi giorni è alle prese con il Sailing Yacht A (Sy A), il più grande veliero al mondo, alto come un palazzo di otto piani, di proprietà del magnate russo del carbone Andrei Melnichenko. In applicazione delle sanzioni disposte dal governo contro gli oligarchi, nelle scorse settimane la Guardia di finanza ha messo i sigilli al natante, che al momento è ormeggiato nel porto di Trieste. Ma trattandosi di un provvedimento amministrativo e non penale – spiega Repubblica in un articolo a firma di Alessandra Ziniti – il patrimonio va mantenuto dallo Stato nelle condizioni in cui è stato preso in carico: una manutenzione che per colossi del genere può arrivare a costare fino a un decimo del loro valore ogni anno, cioè, nel caso del Sy A, vari milioni di euro al mese.

Da pagare ci sono i costi dell’ormeggio e gli stipendi dell’equipaggio, 11 uomini più il comandante, che devono rimanere a bordo perché imbarcazioni di questo genere non possono restare in disuso. E soprattutto servirà una nuova polizza assicurativa – la Lloyd’s register ha cancellato la Sy A dai registri dopo il congelamento – per spostare il colosso dall’Arsenale San Marco di Trieste, che deve essere lasciato libero entro una settimana per far posto a una nave da crociera. Tutte queste spese dovranno essere rimborsate dai proprietari dopo l’eventuale restituzione, ma nel frattempo sono a carico del Demanio. Per la gestione dei beni tolti agli oligarchi lo Stato può nominare uno o più amministratori, che possono attingere a fondi pubblici o provare a farli fruttare, ove possibile – ad esempio nel caso degli yacht – con periodi di noleggio.

La stessa patata bollente è in mano alle autorità francesi che hanno sequestrato il superyacht di 86 metri Amore Vero, ritenendolo proprietà del capo di Gazprom Igor Sechin (che però nega). Il cantiere navale de La Ciotat, nei pressi di Marsiglia, non sa ancora se e da chi verrà pagato per i costi di manutenzione del natante: dallo Stato, che ne ha la custodia, o dal (presunto) proprietario, a cui toccherebbero le spese? Le autorità francesi non hanno comunicato nulla sullo status di Amore Vero, lasciando non chiaro chi sia il responsabile del mantenimento. “Continuiamo a mandare fatture, ma non sappiamo chi le pagherà”, dice alla Reuters la portavoce del cantiere di La Ciotat, Alice Boisseau.

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