Riprende oggi in Commissione Giustizia della Camera la discussione del ddl sulla coltivazione domestica della cannabis: lo ricorda Walter De Benedetto – paziente affetto da 36 anni da artrite reumatoide che lo scorso 2021 è stato costretto ad affrontare un processo per aver coltivato alcune piantine per curarsi – che intende rappresentare il volto di pazienti e consumatori che si trovano in tribunale per consumo personale, spesso con finalità terapeutiche. E per questo è tornato a sollecitare il Parlamento.

Tramite il Comitato Cannabis Legale, formato da Meglio Legale, l’Associazione Luca Coscioni e Forum Droghe, De Benedetto ha scritto al Presidente della Camera Roberto Fico, alla Ministra Fabiana Dadone e al Presidente della Commissione Giustizia Mario Perantoni. Nella lettera si fa portavoce “di chi aspetta da anni” per chiedere una Legge più giusta, per chi “ne ha bisogno per alleviare il dolore, per chi è costretto a rivolgersi alle piazze di spaccio”.

La proposta sulla Coltivazione Domestica introdurrebbe la possibilità di coltivare fino a 4 piantine di cannabis, inserirebbe la fattispecie di lieve entità per i casi meno gravi, toglierebbe la sanzione amministrativa (nessun ritiro della patente per i consumatori) e, nel caso sia una persona tossicodipendente a commettere il reato di produzione o spaccio, non punirebbe la condotta con il carcere ma con lavori socialmente utili.

Non è la prima volta, ricordano i comitati per la depenalizzazione, che Walter De Benedetto si rivolge alle istituzioni: già nel 2019 aveva incontrato il Presidente Fico, e nel 2020 si era appellato direttamente al presidente Mattarella. Nella lettera, Walter scrive: “Ci sentiamo scoraggiati perché sembra che il nostro Stato preferisca lasciare 6 milioni di consumatori nelle mani della criminalità organizzata anziché permettergli di coltivarsi in casa le proprie piantine”. E aggiunge: “La Conferenza di Genova sulle Droghe tenutasi nel novembre 2021 ha fatto proprie molte delle proposte che da anni la società civile avanza per una riforma di buon senso delle politiche sulle droghe proibite. Calendarizzare e approvare questo disegno di legge che introduce la possibilità di coltivare fino a 4 piantine sarebbe in linea con le raccomandazioni del Governo”. Ora, conclude, “occorre un ulteriore atto di responsabilità da parte del Parlamento per evitare che chiunque si trovi nelle mie condizioni sia costretto ad entrare in un tribunale”.

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