Amazon gioie e dolori. Gioie per gli azionisti che brindano ad un utile balzato a 14,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2021, ben oltre le previsioni e il doppio rispetto ai tre mesi precedenti. Dolori per gli iscritti al programma “Prime” per cui il costo della sottoscrizione verrà alzato negli Stati Uniti da 119 a 139 dollari l’anno, a causa principalmente dell’aumento del costo del lavoro e dei trasporti. Il profitto del quarto trimestre include un guadagno di valutazione prima delle tasse di 11,8 miliardi di dollari dall’investimento dell’azienda in Rivian Automotive, che ha completato un’offerta pubblica iniziale (Ipo) a novembre.

A trainare i guadagni del colosso di Seattle è la divisione Aws (Amazon web service) ossia i soprattutto i servizi dei spazi cloud, di cui Amazon è primo fornitore al mondo insieme a Microsoft. Meno brillanti le previsioni per il primo trimestre 2022. Secondo il gruppo i ricavi dovrebbero attestarsi tra i 112 e i 117 miliardi di dollari a fronte delle stime degli analisti che collocavano gli incassi introno ai 121 miliardi.

Nel corso del 2021 Amazon ha aumentato la sua forza lavoro di 140mila addetti con un organico che raggiunge ora 1,6 milioni di dipendenti. I risultati diffusi nella serata di ieri sono stati balsamo su un Nasdaq affossato dai deludenti dati di Facebook (Meta) e dal crollo del titolo del gruppo di Mark Zuckerberg. Nelle contrattazioni a mercati chiusi il titolo registrava ieri sera un rialzo del 17%.

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