Se fosse il titolo di un film sarebbe un grande classico: tutti contro uno. Le assemblee condominiali sono sempre infuocate, si sa, e quando c’è di mezzo un inquilino vip diventano subito un inatteso palcoscenico da pseudo-reality. Se poi il vip in questione è un tale di nome Rosario Fiorello, l’effetto valanga si mischia a quello curiosità, innescando il cortocircuito perfetto. In attesa di sapere se, come e quando lo showman parteciperà a Sanremo – presenza fissa o arrivo last minute solo per la finalissima di sabato 5 febbraio -, il suo nome tiene banco su altri lidi, quelli di Venezia. Il Corriere del Veneto ha infatti rivelato lo scontro tra i condomini di Palazzo Bernardo, edificio quattrocentesco a due passi da campo San Polo, “con due porte d’acqua e un prezioso cortile neogotico”. Dove Fiorello risulta essere proprietario di un appartamento “dalle dimensioni generose” che verrà diviso in due: “Una delle case verrà venduta, l’altra rimarrà di sua proprietà”, ha spiegato Gaby Wagner, ex modella, designer e fotografa, altra condomina del prestigioso immobile nonché unica ad opporsi alla realizzazione di un ascensore esterno, nel cortile del palazzo, che dovrebbe collegare il piano terra al secondo piano nobile “a beneficio di due residenti con seri problemi di mobilità”.

Lo scontro ruota infatti proprio attorno a questo ascensore. Tutti d’accordo, la proponente che è in carrozzina, le proprietarie dei due alloggi turistici del secondo piano e Fiorello che ha casa al terzo. Tutti tranne la Wagner e il marito, l’avvocato Jean Marie de Gueldre, che hanno impugnato il via libera a procedere dell’assemblea di Palazzo Bernardo. “Come è possibile pensare di realizzare un ascensore nel cortile di un palazzo storico, avremo le due corsie tra le finestre della camera da letto. Al di là del fatto che è inopportuno intervenire in un contesto tutelato e da tutelare, avremmo non poco disturbo con il sali e scendi dello stesso mezzo”, ha spiegato la Wagner al Corriere del Veneto, ribadendo il suo no. A nulla dunque sembrano essere valse le rassicurazioni dell’architetto Stefano Zorzi e dell’azienda artigiana che ha lavorato agli ascensori del Fondaco dei Tedeschi. “Saranno usati materiali in sintonia con l’edificio, ci sarà una “cabina” nuda su binario e l’armadio, non a vista, sarà a-sonorizzato”, ha precisato. L’ultima parola sarà comunque quella della Soprintendenza, cui spetta vigilare e garantire che gli immobili siano tutelati.

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