INTER 8: il voto alto è per Simone Inzaghi e il gran lavoro che sta facendo, ma a ben vedere lo merita tutto il mondo Inter, a 360 gradi. A partire dalla dirigenza e da Beppe Marotta, fautore di un autentico capolavoro in estate, passando per giocatori e tifosi (forse giusto un filino meno la proprietà fantasma cinese…). Nonostante la smobilitazione di mercato, l’Inter era ancora la squadra più forte sulla carta, ma non era scontato che lo fosse anche sul campo. Dopo un avvio difficile, si è ripresa per distacco la vetta della classifica e lo ha fatto nel migliore dei modi, col gioco. E ha pure centrato gli ottavi di Champions che mancavano da 10 anni. Difficile chiedere di più a quest’inizio di stagione. Unica remora: dovrà vincere e non lo ha ancora fatto, altrimenti tutte queste belle parole svaniranno. Presto per i trionfalismi.

ITALIANO &CO. 7,5: la più frizzante novità di questo girone di andata è la Fiorentina di Vincenzo Italiano. Allenatore giovane e deciso che con la forza delle idee ha ribaltato un club allo sbando, facendo dimenticare persino il caso Vlahovic. Ma la cosa più importante è che non è solo. In Serie A c’è una nuova nidiata di tecnici che hanno trasformato la provincia italiana in un luogo dove si può giocare a calcio e non solo a rimpiattino: Dionisi che raccoglie l’eredità di De Zerbi a Sassuolo, Paolo Zanetti a Venezia che si mantiene sopra la zona retrocessione con una squadra di esotici carneadi, mettiamoci anche “nonno” Andreazzoli, altra generazione ma stesso pensiero, col suo Empoli neopromossa terribile. Grazie a loro il campionato diventa più imprevedibile. E divertente.

MILAN E NAPOLI 7: è la media aritmetica fra il 9 delle prime undici, travolgenti giornate, e il 5 delle seconde nove. I rossoneri forse meriterebbero un segno più e gli azzurri un meno per quei tre punti di differenza in classifica, ma alla fine il campionato di entrambi è stato piuttosto speculare. Erano probabilmente sovradimensionati all’inizio, il leggero calo non toglie quasi nulla al lavoro di Pioli e Spalletti. La sosta però arriva al momento giusto, perché per non sciupare tutto e continuare a credere in qualcosa di importante (che sia lo scudetto o meno) bisognerà invertire la tendenza. E soprattutto per il Napoli, con la Coppa d’Africa di mezzo, potrebbe non essere semplice.

MOURINHO 5,5: un voto mediocre, come la sua Roma, come il suo ritorno in Serie A. Non disastroso, perché i giallorossi sono comunque lì nel gruppone con Juve, Lazio, Fiorentina, con la zona Champions ancora a tiro. Ma senza un guizzo, un’emozione, soprattutto un’idea di calcio, il limite più grande di questa squadra, molto più delle imperfezioni della sua rosa. Se è solo l’inizio di un progetto, bisogna capire dove porta.

JUVENTUS 5: In estate eravamo tutti più o meno convinti che sarebbe bastato riprendere Allegri, dopo un anno di caos tattico con Pirlo, per riprendersi anche il campionato. Ora sappiamo che non era così. L’inizio di stagione è stato un calvario anche per il mister dei cinque scudetti consecutivi, che pareva finito. Faticosamente, adesso sembra stia prendendo forma una squadra e pian piano si sta riavvicinando anche quel quarto posto, che è l’unico vero obiettivo minimo, per evitare a tutto il mondo Juve una specie di default.

GIULINI 3: il suo Cagliari è un disastro. Già nel 2015 era retrocesso in Serie B ma all’epoca gli si poteva perdonare qualche peccato di gioventù. Lui però ancora non ha imparato la lezione: continua a sbagliare allenatori, giocatori, tutto. Non ha capito che il calcio oggi si fa con le idee e non con le figurine. Eppure al Cagliari i mezzi non mancano: sprecare questa piazza, con quello che si vede in giro, sarebbe una vera disdetta, per tutta la Serie A.

SISTEMA CALCIO 2: Una squadra, la Sampdoria, con un presidente arrestato. Un’altra, la Salernitana, a rischio esclusione. E poi ancora: le inchieste sulle plusvalenze con la Finanza che fa irruzione ogni giorno in un club diverso, il caos sui protocolli Covid su cui ancora dopo due anni non esiste chiarezza e si ripetono pantomime come quella di Udinese-Salernitana. Il sistema calcio italiano è davvero irrecuperabile, dalla testa ai piedi, e anche in quest’anno difficile di pandemia non ha imparato nulla. Ci rivediamo nel 2022, per chi ci sarà ancora.

Twitter: @lVendemiale

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