Nuovo record per il prezzo del gas sui mercati europei, il combustibile viene scambiato a oltre 185 euro per Megawattora. Molteplici i fattori che spingono le quotazioni. Il transito attraverso il gasdotto Yamal che porta il gas russo in Europa attraversando anche la Bielorussia rimane su valori ridotti, oggi si sarebbe anzi del tutto azzerato, e le ragioni non sono chiare. Inoltre si aggiungono nuove incertezze sulla tempistica dell’entrata in funzione del gasdotto Nord Stream 2 che collega direttamente Russia e Germania. La pipeline è pronta ma ferma per ragioni burocratiche dietro cui si celano ragioni geopolitiche e l’opposizione di Washington. Circa il 40% del gas consumato in Europa proviene dalla Russia, il resto da Norvegia e, in misura minore, da Algeria e Libia.

“Abbiamo chiesto a tutte le principali società energetiche dell’Ue e in particolare a Gazprom (colosso statale russo, ndr) delle informazioni per capire se ci sono delle scorrettezze nei mercati dell’energia, è ancora troppo presto per arrivare a qualsiasi tipo di conclusione in merito, le informazioni chieste stanno arrivando e siamo in fase di analisi”, ha detto oggi la vice presidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, rispondendo a una domanda sulla richiesta della Polonia di un’indagine Ue per verificare eventuali manipolazioni sul mercato dell’energia da parte di Gazprom.

La corsa del gas contribuisce a spingere i prezzi dell’elettricità un mercato dove pesa il fattore Francia. Parigi è abitualmente esportatrice di elettricità ma in questo momento è costretta ad importare, a causa dello stop a quattro reattori nucleari deciso da Edf dopo che è stata rilevato un livello di usura maggiore del previsto su alcune tubature. Spegnere i 4 reattori significa ridurre del 10% la capacità nucleare del paese da cui proviene il 70% dell’elettricità francese. Per far fronte all’emergenza sono state rimesse in funzione sei impianti alimentati a petrolio. Nyrstar, società del gruppo Trafigura, ha annunciato che sospenderà la produzione nella sua fonderia francese di zinco nella prima settimana di gennaio a causa dell’aumento dei prezzi dell’elettricità che incide negativamente sui ricavi.

Gli operatori segnalano come l’incremento delle quotazioni del gas sui mercati europea stia “dirottando” la navi che trasportano gas liquido, sinora dirette quasi esclusivamente verso Asia e Cina in particolare. Ora però diventa più lucroso approdare negli scali d’Europa. Come scrive il Financial Times per prima volta dal 2019 il gruppo Shell sta inviando in Gran Bretagna le sue navi che trasportano gas liquido estratto in Perù. Come nel resto d’Europa i prezzi del gas sono aumentati di circa il 600 per cento dall’inizio dell’anno causando tra l’altro la bancarotta di oltre 20 fornitori nazionali di energia alle prese con costi dei combustibili che superano i ricavi.

La corsa delle quotazioni energetiche continua ad impattare sui prezzi. Prima alla produzione e poi al consumo, spingendo l’inflazione. Oggi l’Istat ha comunicato che lo scorso novembre i prezzi alla produzione dell’industria sono saliti dell’1,2% rispetto a ottobre e del 22,1% su base annua. L’Istat ricorda che “la crescita prosegue ininterrotta da dicembre 2020 con un’ulteriore accelerazione su base annua (+22,1%, da +20,4% di ottobre). Al netto del comparto energetico, i prezzi crescono dell’1% in termini congiunturali e del 9,4% in termini tendenziali.

“Serve una riflessione e maggior impegno per trovare nuove soluzioni per sterilizzare i continui aumenti delle bollette energetiche. Avevo lanciato l’allarme cinque mesi fa per le conseguenze negative su imprese e famiglie. Bene impegno del governo per fare di più rispetto agli sforzi importanti già compiuti. Un tavolo di lavoro proposto dalla Lega con tutti i soggetti interessati può essere il giusto stimolo per aiutare concretamente famiglie e imprese”, ha detto in serata il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in una nota.

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