In difficoltà per l’opposizione dei Tories a nuove misure e a causa delle foto con quasi 20 persone, tra vini e formaggi, durante il primo lockdown, il premier britannico Boris Johnson temporeggia di fronte alla variante Omicron e prende la decisione di non adottare nuove restrizioni immediate anti Covid modello lockdown nel Regno Unito. Ma il governo intende tenere sotto “controllo costante” i dati sull’impennata della variante “ora per ora”.

Al termine del vertice ad hoc del Consiglio dei ministri, che sembrava potesse varare misure per rallentare la corsa dei contagi in Inghilterra con oltre 90mila casi ogni 24 ore da diversi giorni, il premier ha tuttavia ammesso come la situazione sia “estremante difficile” con un incremento dei ricoveri particolarmente accentuato a Londra. Ha quindi raccomandato cautela ai britannici, incoraggiandoli ancora una volta a vaccinarsi, e sottolineato che il governo “si riserva la possibilità di intraprendere ulteriori azioni”, aggiungendo che “ci sono ancora alcuni elementi da chiarire”.

Sul tavolo di Johnson c’erano tre opzioni presentate dal team di consulenti scientifici del governo. La più blanda delle possibilità è l’invito alle famiglie, non vincolante legalmente, di evitare i contatti e gli assembramenti nelle abitazioni private. Non si è andati oltre, nonostante la spaventosa curva epidemica degli ultimi giorni. Una possibilità che era stata ventilata da diverse fonti, visto che il premier aveva già escluso una convocazione del Parlamento prima di Natale.

Il voto dei Comuni sarebbe infatti necessario per mettere in campo misure più restrittive di quelle attuali, che prevedono, tra l’altro, l’invito allo smartworking, l’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi pubblici e in altre situazioni al chiuso e l’obbligo di Green pass per accedere a determinati luoghi ed eventi pubblici.

Dietro la scelta di Johnson ci sono anche le tensioni i dissidi tra i conservatori britannici che non appoggiano una linea dura, bollata come “misure coercitive” dal Lord Frost, il ministro della Brexit, nella lettera con cui ha reso immediate le sue dimissioni – che erano state invece annunciate per gennaio – in segno di protesta “per l’attuale direzione” presa dal governo.

Le dimissioni di Lord Frost era state lette da diversi osservatori come il nuovo segnale del disagio di parte dei Tories dopo il voto contrario espresso da molti di loro nei giorni scorsi in Parlamento contro il pacchetto di misure anti Covid. E dopo l’addio del ministro per la Brexit molti conservatori, intervenendo sui media britannici, si era chiesti “in che direzione stiamo andando”, come Tobias Ellwood, presidente della commissione Difesa della Camera dei Comuni.

Johnson si è ritrovato anche a fare i conti con lo scoop del The Guardian che ha diffuso una fotografia del premier britannico nel giardino di Downing Street, accanto alla moglie, con vino e formaggio, mentre intorno ci sono diversi membri del personale, 17 senza rispettare il distanziamento, durante il lockdown nel maggio 2020. Anche se in quell’occasione il governo britannico aveva assicurato si fosse trattato di un “incontro di lavoro”, senza alcolici. Le bottiglie di vino, invece, sono in evidenza nello scatto pubblicato dall’autorevole quotidiano inglese.

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