Il mondo FQ

Pechino 2022, la Cina: “Il boicottaggio diplomatico è una manipolazione politica. Usa e alleati pagheranno”

Oltre agli Stati Uniti anche Canada, Australia e Gran Bretagna hanno annunciato che non invieranno personale diplomatico ai Giochi olimpici. Le autorità cinesi hanno reagito accusando Washington, fra l'altro, di violare i principi del Wto (l'Organizzazione mondiale del commercio) in nome dei "cosiddetti diritti umani"
Pechino 2022, la Cina: “Il boicottaggio diplomatico è una manipolazione politica. Usa e alleati pagheranno”
Icona dei commenti Commenti

La Cina ha reagito alla decisione degli Stati Uniti di lanciare il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. La stessa scelta nelle ore scorse è stata presa da Australia, Canada e Gran Bretagna, mentre la Francia ha fatto sapere che parteciperà. È intervenuto il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, avvertendo i Paesi che la loro presa di posizione rappresenta una “manipolazione politica” di un evento sportivo. Gli Stati hanno agito con l’intenzione di mandare un messaggio in difesa dei diritti umani che non vengono rispettati dalla Cina in Tibet a Hong Kong e nello Xinjiang. Una mossa “impopolare e auto-isolante”, continua Wenbin, che porta con sé “un prezzo da pagare. Lo sport non ha nulla a che fare con la politica. I Giochi non sono un palcoscenico per atteggiamenti politici”, ha concluso. “In nome dei cosiddetti diritti umani, gli Stati Uniti hanno violato i principi del Wto (l’Organizzazione mondiale del commercio), distrutto gli assetti commerciali globali, peggiorando ulteriormente le catene di approvvigionamento globali”, ha commentato il portavoce del ministero del Commercio Gao Feng. Una mossa, ha aggiunto, che “ostacola la ripresa economica mondiale” e che colpisce i prodotti dello Xinjiang.

La Camera del congresso statunitense ha inoltre approvato in larga maggioranza il testo di legge che pone le basi per attivare sanzioni contro la Cina per i trattamenti riservati alla minoranza musulmana uiguri che vive nel territorio dello Xinjiang (Nord-Est del Paese). Un testo simile era già stato approvato dal Senato. Nel provvedimento si parla di “campagna brutale di repressione con incarcerazioni di massa, torture e lavori forzati” e si autorizza il Dipartimento di stato a creare una ‘lista nera’ di entità che collaborano col governo cinese alla repressione delle minoranze etniche e religiose.

La salvaguardia dei diritti umani, definita da Joe Biden “la sfida del nostro tempo”, è anche al centro della diserzione di Cina e Russia al summit per la democrazia indetto dal presidente americano. La portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha affermato che Biden chiederà ai paesi coinvolti di “invertire la recessione democratica e assicurare che le democrazie garantiscano il loro popolo”. Dal canto loro, gli ambasciatori negli Stati Uniti dei due Paesi hanno scritto una nota congiunta spiegando che l’amministrazione Biden sta mostrando una “mentalità da Guerra Fredda” che “alimenterà il confronto ideologico e una spaccatura nel mondo”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione