Dalle divine Maria Callas e Carla Fracci, eleganti anche nel solo incedere nel foyer, ai divi di Hollywood, con cascate di perle e pellicce soffici e leggere come seta. Fino a a Diodato, Marracash, Roberto Bolle. Spettacolo, moda, cultura. Ma anche nomi della politica e dell’imprenditoria. La Prima della Scala per Milano non è la serata della mondanità. È la mondanità assoluta. Quella che dà direzione alle tendenze, quella che sfida le tendenze già sdoganate. Il ritmo del Macbeth di Verdi, che inaugura la stagione scaligera dal vivo dopo l’edizione senza pubblico del 2020 dovuta alla pandemia, si vive anche a ritmo di look. Tacchi altissimi, abiti da sera griffati, gioielli, velluti, paillettes, cristalli, mantelli rosso fuoco e mise coreografiche. Nel senso che obbligano gli altri a spostarsi con passi e movimenti lenti, per evitare di inciampare in tulle, strascichi e luccichii applicati con manualità sartoriale.

Il teatro alla Scala ha visto di tutto: dalla protesta degli animalisti con il lancio delle uova al pubblico in entrata al rischio delle agitazioni no vax di oggi. Infatti la zona sarà blindata. Presenza d’onore è il Capo dello Stato Sergio Mattarella insieme alla figlia Laura. Dal mondo della politica anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, la senatrice Liliana Segre, l’ex premier Mario Monti con la moglie Elsa, il ministro della Cultura Dario Franceschini, con consorte. E ovviamente il primo cittadino di Milano Beppe Sala con la compagna Chiara Bazoli (elegantissima in un lungo abito blu Giorgio Armani Privé) e il presidente della Lombardia Attilio Fontana accompagnato dalla figlia Maria Cristina. Di, diritto, tra le istituzioni, mettiamo anche Giorgio Armani, che ha fatto il suo ingresso con una mascherina chirurgica azzurra, particolare che – tra le tante stravaganze viste nel foyer – è apparso alquanto singolare nella sua semplicità. “Sono molto felice. La Scala è parte nostra, di Milano e di tutti i milanesi quindi la riapertura in sicurezza di questo bellissimo teatro è una cosa che ci riempie di gioia – ha commentato Re Giorgio -. Mattarella? Dispiace a tutti che se ne vada. È una persona squisita, di grande capacità. Il prossimo anno lo inviterò io”.

Dallo spettacolo? Fa notizia l’assenza di Ornella Vanoni, attesa al fianco del re del rap Marracash, ma costretta a dare forfait a causa di una caduta. Poi ci sono i giudici di X Factor Manuel Agnelli ed Emma Marrone, i cantautori Cesare Cremonini (con la mamma) e Diodato. Non mancano poi esponenti della cultura, tra cui gli artisti contemporanei Maurizio Cattelan, Gian Maria Tosatti e Francesco Vezzoli. E dal mondo ella lirica il grande Placido Domingo che ha parlato di grande emozione. E Roberto Bolle? L’étoile dei due mondi, di casa alla Scala, non può certo privare tutti della sua bellissima presenza. Toccante è stato l’arrivo di Beppe Menegatti, il marito di Carla Fracci.

Ma i look? A imperversare è lo stile Giorgio Armani. Non solo perché dallo scorso aprile lo stilista (che sarà presente con la nipote Roberta) è socio fondatore sostenitore della Scala ed è fra i partner della serata inaugurale per le decorazioni floreali. Ma anche perché la sobria eleganza delle sue collezioni è stata scelta da molte star proprio per onorare la prima milanese. Così Luca Argentero e la moglie Cristina Marin, la modella Barbara Palvin, Dylan Sprouse, Greta Ferro. E fra i già citati i cantanti Cesare Cremonini e Diodato, il giudice di X Factor Manuel Agnelli e la moglie Francesca Risi. Pure la soprano Serena Gamberoni e il sovrintendente del Teatro alla Scala Dominique Meyer vestono Armani.

Mentre sappiamo per certo, perché è tradizione, che in prima fila ci sono la presidentessa dell’associazione Amici della Lirica Daniela Javarone, con Laura Morino Teso e Alessandra Artom, come sempre vestite da Raffaella Curiel, che a sua volta sarà alla Scala insieme alla figlia Gigliola. Chi manca? I Ferragnez, in trasferta per il ponte a Saint Moritz.

Certo è un bel match quest’anno sfidare i look degli artisti sul palco, realizzati dal Gianluca Falaschia partire dalla storia della moda anni ‘80. Pensiamo solo al vestito rosso fuoco di Anna Netrebko del secondo atto. Mondanità o no. Quest’anno è l’opera promette di essere protagonista anche nel look.

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