Daniele Sansone, ex calciatore e allenatore, è morto nella sua casa di Pieve Modolena, vicino Reggio Emilia, nella notte tra domenica e lunedì. Aveva solo 35 anni e conduceva uno stile di vita salutare tra palestre, campi da calcio a 5 in cui giocava e di calcio a 11 dove allenava tre squadre giovanili. Si indaga quindi sulle cause del decesso e per questo è stata disposta l’autopsia. “Una persona controllata in tutto, che ogni giorno si allenava. Cresciuto a riso, verdure e pollo: un salutista. Una scomparsa che ci lascia sgomenti”, commenta l’amico Ernesto Brescia, allenatore del Calerno.

Secondo il Resto del Carlino, che riporta la notizia, in un primo tempo si era ipotizzato l’arresto cardiaco, ma si vuole verificare se il decesso sia invece conseguenza di un trauma cranico. La settimana precedente alla morte, durante un allenamento della squadra di calcio a 5, Sansone si era infortunato ed era stato medicato in ospedale con alcuni punti alla testa. Si stanno ascoltando inoltre le persone che gli erano vicine, tra cui la sorella Roberta.

Partito da Napoli, dove era cresciuto calcisticamente e allenava il Barone calcio, il 35enne aveva giocato nei settori giovanili del Catanzaro, a Padova e in varie squadre toscane tra cui la Pratina Celtic Cavriago per poi passare al Calerno dove è rimasto fino a fine carriera. Si era quindi trasferito a Reggio Emilia dove ha allenato centinaia di bambini e adolescenti. Prima nel Calerno, poi alla Us Fides e nel Real San Prospero di Reggio, quindi alla Us Montecchio con gli under 16. Da due anni gli erano state affidate le tre formazioni, dal 2006 al 2010, del vivaio della Virtus Mandrio di Correggio.

La squadra di calcio a 5 dove giocava in Serie B, la Tecnocasa Cibeno, e la Virtus Mandrio, hanno sospeso tutte le attività fino a domenica 5 dicembre, aspettando la data del funerale che si terrà a Napoli, dove vivono ancora i genitori. La stampa locale ha salutato Sansone ricordando la sua passione per l’Argentina e per Diego Armando Maradona e l’amore per il calcio che lo impegnava da anni quasi tutti i giorni con generazioni di ragazzi aspiranti calciatori.

Foto dal profilo Facebook del Calerno calcio

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