Silenzio, al processo Ruby ter non parla più nessuno. Nessun imputato ha intenzione di fare dichiarazioni davanti ai giudici e ovviamente anche di farsi interrogare in aula al processo in corso a Milano. D’altra parte le ragazze imputate non hanno alcun interesse, visto che il mese scorso il Tribunale ha di fatto cancellato dal dibattimento i verbali delle loro deposizioni rese come testimoni nei processi Ruby e Ruby bis, quando avevano portato la versione delle “cene eleganti” di Arcore al posto del “bunga-bunga”. Secondo l’accusa mentirono in aula perché da Arcore furono corrotte. Per questo motivo al processo Ruby ter è imputato anche Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari.

Così dopo la rinuncia di Marysthell Polanco, l’ex “fedelissima” delle serate di Arcore che più volte aveva annunciato di essere pronta a dire la “verità” con dichiarazioni spontanee, oggi si è saputo che pure Barbara Guerra e Alessandra Sorcinelli, che in più occasioni nelle ultime settimane avevano attaccato l’ex premier, sono ritornate sui loro passi. Non renderanno gli esami in aula, che erano previsti per il primo dicembre.

Con la decisione del 3 novembre i giudici Marco Tremolada, Carla Galli e Mauro Gallina avevano dichiarato “inutilizzabili” le deposizioni di 18 “ex olgettine”, comprese Polanco e Sorcinelli (e per una parte anche quelle di Guerra), rese nei due dibattimenti sul caso Ruby quasi dieci anni fa. Un provvedimento che potrebbe aver azzoppato parte delle accuse di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari (reato quest’ultimo contestato all’ex presidente del Consiglio e alle giovani, le quali rispondono anche della prima accusa). Da qui la scelta delle imputate di non mettersi in difficoltà ora con dichiarazioni davanti al Tribunale.

Per i giudici, le ragazze già all’epoca, tra il 2012 e il 2013, dovevano essere indagate per corruzione in atti giudiziari per i presunti versamenti, già emersi, da parte dell’ex premier in cambio della loro reticenza e avrebbero dovuto essere sentite nei processi con l’assistenza di un legale e la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere. Con una lettera ai giudici Polanco ha spiegato che, dopo essersi consultata col suo avvocato Paolo Cassamagnaghi, ha deciso “allo stato di non rendere le spontanee dichiarazioni“. Sulla stessa linea Guerra, difesa dall’avvocato Nicola Giannantoni e Sorcinelli, assistita dal legale Luigi Liguori. “Cene eleganti? Ci viene da ridere, non scherziamo. Berlusconi ci ha rovinato la vita“, avevano detto le due fuori dall’aula ai cronisti, annunciando di essere pronte agli interrogatori, che però non ci saranno. “Il giorno dopo la mia presenza in Tribunale ho ricevuto una telefonata da Berlusconi che mi invitava ad Arcore, io ho negato l’invito dicendo che, se voleva, di contattare i miei legali. I toni non erano molto amichevoli”, ha detto a margine della nuova udienza sul caso Ruby ter”, ha detto Guerra all’udienza successiva. “Quando ci sarà l’udienza con i magistrati farò presente anche di questa telefonata”, aveva aggiunto. E invece la ragazza ha fatto marcia indietro.

Hanno già rinunciato, inoltre, ad essere sentiti anche l’ex legale di Karima El Mahroug, l’avvocato Luca Giuliante, e l’ex fidanzato di Ruby, Luca Risso. Nella prossima udienza i giudici potrebbero decidere sulle istanze delle imputate che, in base all’ordinanza del 3 novembre, hanno chiesto ai giudici l’immediato proscioglimento dall’accusa di falsa testimonianza. Il pm Luca Gaglio e l’aggiunto Tiziana Siciliano, dal canto loro, hanno spiegato che sarebbe “folle” decidere in questo senso prima della fine del dibattimento, perché quei reati sono comunque “strettamente connessi” con la presunta corruzione in atti giudiziari. E con una pronuncia che facesse cadere le false testimonianze in questa fase il collegio potrebbe rendersi incompatibile: bisognerebbe “stralciare”, ossia separare i due reati, e ripartire con altri giudici sulla corruzione. Sarebbe praticamente la fine del processo.

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