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Ultimo aggiornamento: 12:54 del 25 Novembre 2021

“Dai magistrati alle forze dell’ordine: manca una formazione specifica per la violenza sulle donne. Le leggi ci sono ma non vengono applicate”

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Un quadro allarmante. Così le stesse relatrici del convegno che si è tenuto mercoledì pomeriggio a Palazzo Madama, “Donne uccise dagli uomini: i numeri di una strage. Dove sbagliamo?”, definiscono quello che emerge da un’indagine stilata dalla Commissione parlamentare di inchiesta del Senato sul femminicidio, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Secondo i dati della relazione infatti, solo il 15% delle donne che subisce violenza denuncia, mentre il 65% sceglie di non parlarne nemmeno con i familiari o con le amiche.

“Questo accade – spiega Valeria Valente parlando con ilfattoquotidiano.it, presidente della Commissione di inchiesta del Senato – perché le donne temono di non essere credute e di essere ritenute in parte responsabili dai parenti o dagli amici, ma anche dalle istituzioni, dalle forze dell’ordine e persino dai Tribunali”.

In Italia, la normativa in materia è ritenuta tra le migliori d’Europa ed infatti secondo la magistrata Paola Di Nicola Travaglini il problema non è l’assenza di leggi: ”L’impianto legislativo è sufficiente, ma non viene adeguatamente applicato. Non tutta la magistratura, – continua – l’avvocatura, i periti, i consulenti tecnici e le forze dell’ordine hanno una formazione specifica sulla violenza nei confronti delle donne.”

Al convegno organizzato in Senato erano presenti anche la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e la ministra della Giustizia Marta Cartabia.

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