Che gli italiani aprano gli occhi di fronte alla tragedia finale che sta colpendo la nostra economia sul piano delle telecomunicazioni e sul piano del trasporto aereo. Si tratta dell’esito finale cui ci ha portato il sistema economico predatorio, immorale, incivile e incostituzionale del neoliberismo, un sistema che fonda tutto sulla concorrenza, spesso impostaci dall’Unione europea e della quale si è dimostrato fermo sostenitore il governo Draghi.

Abbiamo affrontato la concorrenza europea e internazionale ponendo sul mercato tutto quello che avevamo e cioè la ricchezza privata e l’intera ricchezza appartenente al popolo italiano a titolo di proprietà pubblica demaniale, e siamo stati sopraffatti, sia nel privato, sia nel pubblico, dalla concorrenza straniera.

Il che significa che siamo falliti, anche se non ancora in modo formale.

In questa sciagurata situazione è da segnalare che il fondo americano KKR vuole acquistare a prezzo amichevole di appena 11 miliardi di euro Tim, che è una società multinazionale guidata dalla francese Vivendi, alla quale l’Italia partecipa con il 9,8% del capitale versato da Cassa Depositi e Prestiti.

È da sottolineare che il fondo americano è guidato da David Petreus, leggendario generale dei Marines, che è stato a capo delle truppe in Iraq, Afghanistan e Pakistan, prima di diventare direttore della Cia. E questo – a mio avviso – getta un’ombra sinistra sull’intera operazione, la quale fa pensare a un controllo di ogni cittadino italiano da parte degli Stati Uniti attraverso i penetranti strumenti conoscitivi di cui dispone il settore delle telecomunicazioni.

Al riguardo dovrebbe subito intervenire il governo, impedendo l’Opa, cioè il procedimento per la scalata di Tim da parte del fondo americano KKR o di altri aspiranti, ma il governo Draghi ha già fatto sapere che esso manterrà neutralità sul piano economico, e limiterà la propria azione soltanto alla vigilanza dell’attività che sarà svolta da detto fondo, al quale si chiede soltanto di limitare al massimo i licenziamenti.

Con questo governo siamo caduti nella più atroce rovina, e la finanza può mettere a segno uno dei colpi più forti nella sottoposizione dei popoli e dei singoli cittadini ai propri voleri e alle leggi che essa imporrà ai parlamenti nazionali.

Questa realtà riguarda anche il settore del trasporto aereo, poiché gli slot di Milano-Linate, abbandonati da Alitalia e Air Italy, sono stati distribuiti, aumentandone la forza del loro personale profitto, ai colossi continentali Lufthansa, Air France, Klm, Iberia e ai vettori a basso costo Wizz Air e Blue Air. Mentre la piccola ITA non aspetta altro che essere assorbita da uno dei citati colossi, anche se ciò comporterà il licenziamento di altro personale italiano.

Di fronte a questo terribile disastro, per la prima volta, oso riferirmi direttamente alle forze politiche, invitandole a far valere la volontà del Parlamento contro la scialba azione del governo, spingendo quest’ultimo ad adottare immediatamente la golden power, secondo le precise norme della legge che la istituisce, facendo presente che il mancato rispetto di questa misura costringe gli italiani a essere davvero schiavi della dittatura finanziaria mondiale.

E c’è poco da dire: o il governo esercita i sopra accennati poteri, oppure ha dimostrato di voler chiaramente assecondare lo strapotere della finanza internazionale, disinteressandosi dei principi e dei diritti fondamentali sanciti in Costituzione.

Vedere un governo che agisce contro la nostra Legge fondamentale significa veder cadere per sempre l’indipendenza morale ed economia della nostra Patria. Ed è per questo che con animo estremamente accorato invito il Parlamento a dare attuazione agli articoli 1, 2, 3, 4, 9, 11, 41, 42, 43 e 118 della nostra Costituzione repubblicana e democratica, come da tempo ho fatto presente nei miei scritti.

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