Un segno sulla fronte. Una pallina, quasi un piccolo brufolo che però non passa mai e si dimostra resistente a tutte le terapie locali con le pomate. Alla fine la decisione: rivolgersi a uno specialista, che decide di asportarlo. Ora su Instagram c’è la foto, un selfie, di Valentina Ferragni con un vistoso cerotto che le copre il segno lasciato dall’intervento. Non c’è ancora certezza, prima andrà fatta la biopsia. Però c’è il sospetto che si possa trattare di un caso di basalioma, un tumore della pelle. Di fronte a un’eventualità così grave, il medico ha deciso di intervenire tempestivamente.

Il cognome non tradisce. Valentina, influencer, è la sorella di Chiara. Con questa immagine diffusa sui social lancia un appello alla prevenzione e alla cautela. Il messaggio, importantissimo, viene prima di qualsiasi narrazione personale. Dice la Ferragni: “Probabilmente per il 99 per cento di voi il mio problema rimarrà solo il MIO problema, ma forse l’un per cento deciderà di andare dal dottore per farsi vedere quello strano brufolo che non va più via”. La prevenzione è fondamentale. Così come l’uso dei social per sensibilizzare alla protezione della salute: “Instragram non è solo viaggi, moda, politica, amore, belle cose e cibo, è fatto anche di VERA vita, VERI problemi e VERE persone”.

Così questa disavventura diventa occasione per esortare tutti a prendersi cura di sé: “Non esitare ad andare dal medico se senti che qualcosa sta cambiando, se la tua pelle ha un problema, se non ti senti bene… la salute è la cosa più importante in assoluto. E ricorda, ogni cicatrice è una battaglia che abbiamo vinto”. Dopo viene il racconto di quest’ultimo periodo vissuto con il cuore in gola. Il timore che dietro a quella piccola escrescenza, quella “cosa” come la definisce, si potesse nascondere qualcosa di più grave. La decisione di chiedere una visita urgente per analizzarla. “Il medico l’ha rimossa con un bisturi elettrico perché questa parte della pelle verrà analizzata per capire di cosa si tratta. Vi farò sapere!”, dice Valentina ai suoi follower. Aggiunge ancora: “Ora ho 3 punti e un cerotto per una settimana! Inutile dire che ero molto preoccupata per il problema, per l’intervento (per fortuna il primo in vita mia), per la cicatrice sulla fronte ma alla fine la cosa più importante è la salute”.

Ma che cos’è il basalioma? Un tumore maligno della pelle, non tra i più aggressivi ma da tenere sotto stretto controllo. Può diventare pericoloso se la diagnosi è tardiva o i trattamenti non adeguati. Si sviluppa per un’eccessiva esposizione ai raggi del sole o alle lampade abbronzanti, in casi più rari per fatti genetici o uno stato di immunodepressione. Non è un melanoma, ma un carcinoma che attacca gli stati più superficiali della cute. Ogni anno colpisce in Italia 19 mila persone.

La raccomandazione di Valentina Ferragni è fondamentale: ogni anomalia dell’epidermide dev’essere analizzata con cura. Da specialisti seri e in condizioni ottimali. Non sempre purtroppo è così. La cronaca si sta occupando di un caso tremendo: la morte di Roberta, una donna ospite del centro Anidra, un grande agriturismo in Liguria alle spalle di Chiavari. E’ stata operata – questa l’accusa dei magistrati – per la rimozione di un neo verrucoso in maniera frettolosa e inadeguata. Senza anestesia su un tavolo da cucina. Non è stata eseguita alcuna biopsia, indispensabile in questi casi. La cura si è limitata a tisane e meditazione. Poi la situazione è precipitata: Roberta è stata divorata dalle metastasi ed è morta nell’ottobre 2020. Aveva solo 40 anni. E dire che l’”intervento” è stato eseguito da un medico, un chirurgo che è sotto accusa ed è anche stato arrestato.

Una vicenda simile a quella di Martina, 53 anni. E’ morta nel 2014 per un melanoma che si sarebbe potuto asportare con un intervento chirurgico piuttosto semplice. Invece Maria, una guaritrice modenese che esercitava a Torino, l’aveva convinta che si poteva curare con l’autoanalisi: se avesse elaborato le carenze affettive vissute, il male si sarebbe riassorbito da sé. Poi ci sono i casi di chi è si è rivolto a santone e fattucchiere. Nello scorso agosto è morta Mamma Ebe, che pretendeva di curare le malattie anche dermatologiche con strane e inutili pillole nel suo studio vicino a Cesena. Un inganno per estorcere denaro dalle conseguenze gravissime per i malati.

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