Un’occasione persa. Così le opposizioni al Pirellone definiscono il progetto di legge, licenziato in commissione e che è approdato in Consiglio regionale per la discussione generale, che ha l’obiettivo di riformare la sanità. “Un nuovo regalo ai privati“, attaccano le minoranze, che hanno deciso di fare ostruzionismo per far valere le proprie ragioni. Oggi è stato il turno di Marco Fumagalli, che ha parlato per tre ore di fronte a Letizia Moratti e Attilio Fontana: “La vostra ‘non riforma’ prevede la costituzione di un nuovo carrozzone lombardo: il Centro per la prevenzione delle malattie infettive. Conosciamo la serietà dell’argomento, l’Italia conta il 30% di decessi per sepsi fra tutti i Paesi dell’Ue, ma destinare 85 milioni di euro per il triennio 2021-2023, giusto il periodo che precede la prossima campagna elettorale regionale, per l’istituzione di questo nuovo ente, le cui funzioni sono attualmente assolte da altri due organismi, appare decisamente sospetto. L’Osservatorio epidemiologico regionale, che svolge funzioni similari infatti, continuerebbe a coesistere con il nuovo carrozzone”. Ma non solo, perché anche “la Fondazione regionale per la ricerca biomedica, ente creato da Formigoni per acquistare un’azienda farmaceutica lombarda ora ceduta per il 90% ai cinesi, ha una mission simile a quella del centro di prevenzione per le malattie infettive”. Tanto che la richiesta del M5s, attraverso i loro emendamenti, è quella di “un assorbimento di molte funzioni in questa Fondazione e l’abolizione del Centro per la prevenzione”.

Sulla riforma della sanità sono previste sedute, al Pirellone, ogni giorno, dalle 10 alle 18, sabato e domenica esclusi, fino al 26 di novembre. Le opposizioni, convinte che il progetto di legge sia in continuità con quanto fatto dalla politica regionale negli ultimi due decenni e che, di fatto, favorisca i privati, si stanno alternando in interventi-fiume. Il primo, venerdì scorso, è stato quello di Pietro Bussolati del Partito democratico, durato ben sette ore, con tanto di bottigliette di succo per reggere alla “maratona”: “Avete deciso di rimanere su un modello le cui carenze e i cui limiti sono stati messi in evidenza durante la pandemia. Per prima cosa – ha detto – questa riforma è priva di investimenti pubblici. In secondo luogo, dimostra l’incapacità di definire ciò che serve ai cittadini, che ha come conseguenza le lunghe liste d’attesa. In più, la medicina territoriale è abbandonata a se stessa e, come con Formigoni e Maroni, vengono favoriti i privati”.

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