Il Volkswagen Multivan, erede dell’iconico Bulli, arriva in commercio. E dell’illustre antenato, come nel caso dei modelli che l’hanno preceduto, mantiene il dna stilistico. Ma anche in una tradizione così marcata, c’è spazio per l’innovazione: per la prima volta, infatti, nell’offerta delle varie motorizzazioni ce n’è anche una ricaricabile alla spina. Oltre ai due propulsori a benzina da 136 e 204 cavalli, che tuttavia non troveranno spazio nel nostro Paese, i riflettori sono puntati sul powertrain ibrido plug-in da 218 Cv abbinato al cambio automatico Dsg, con cui il nuovo Multivan debutta in Italia.

Un sistema formato da un’unità termica a benzina (il 1.4 TSI) affiancata da un motore elettrico alimentato da batterie a ioni di litio, che promette una percorrenza a emissioni zero per 46-50 chilometri. Ma soprattutto un’autonomia complessiva che nel ciclo WLTP raggiunge i 700 chilometri, in parte anche grazie al peso complessivo di 2.145 kg: 200 in meno rispetto alla versione precedente. E questo nonostante le misure siano cresciute: il nuovo Multivan è largo 1.94 m (+3,7 cm rispetto al precedente) e lungo 4.97 m (+6,9 cm). Solo l’altezza è diminuita: 1.91 m (-4,3 cm), il che visivamente dà l’impressione di una maggior dinamicità.

Il Multivan può contare su una serie di dispositivi per l’assistenza, tra cui spicca per la prima volta il travel assist, che rendono la guida parzialmente automatizzata, nonché su porte e portelloni azionabili tramite comandi gestuali. Più in generale nell’abitacolo, reso più confortevole, è evidente il processo di digitalizzazione rispetto al passato, ad esempio con lpeliminazione del pomello della leva del cambio e del freno a mano. Le prime consegne del nuovo Multivan, infine, sono previste per fine anno.

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