Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
Tre anni fa il collettivo Onde Rosa lanciò una petizione su Change.org per chiedere di abbassare l’Iva dal 22% al 4% sui prodotti di igiene intima femminile, tra cui gli assorbenti per il ciclo mestruale. Questa richiesta, far passare cioè la tassa da quella sui beni di lusso a quelli di prima necessità, ha raccolto nel corso del tempo, oltre 650mila firme in tutta Italia ed è arrivata, grazie a un convegno, anche in Senato. L’evento, organizzato dall’associazione Tocca a Noi, dalla piattaforma Change.org, dal collettivo Onde Rosa e da Coop, ha visto la partecipazione anche della ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti. In contemporanea in piazza della Minerva, per incentivare alla firma della petizione, è andato in scena anche il flash mob ”Street danza”. ”Il Governo nei giorni scorsi ha abbassato l’aliquota dal 22% al 10% – ha dichiarato Carolina Faccini, co-fondatrice di Onde Rosa – è un primo passo, ma a noi non basta. Noi chiediamo di arrivare al 4% in modo da equiparare gli assorbenti a dei beni di prima necessità”