Atmosfere livide, personaggi ruvidi, coscienze irrisolte. Ai confini del male di Vincenzo Alfieri viaggia impavido sulle inquietudini del thriller attraversando le seduzioni del mistery e gli impervi territori dei rapporti famigliari. Film Sky Original prodotto da IIF con Vision Distribution ambisce a rappresentare la risposta italiana in formato cinema agli universi seriali di True Detective con il duo Edoardo PesceMassimo Popolizio che per bravura nulla hanno da invidiare ai colleghi americani. I due, rispettivamente tenente e capitano dell’Arma dei carabinieri, si trovano a indagare sulla sparizione di due ragazzi di cui uno, Luca, è il figlio (interpretato dal sempre bravo Luka Zunic) del superiore in gradi. Pater familias dal piglio severo, egli è irrigidito in una divisa che lo protegge dalle intime fragilità, ponendosi in esatto controcampo al suo collega più giovane, solitario e tormentato, refrattario alle uniformi così come alle buone maniere. Non a caso lo chiamano Cane pazzo: fiuto formidabile alla risoluzione dei casi ma imprevedibilità nei comportamenti.

Immersa tra boschi e fiumi laziali, con tanto di case-palafitta e roulotte contenenti diverse delle abitazioni e uffici, la vicenda non trascura anche ambientalmente alcun elemento tipico del genere cui riferisce, palesando purtroppo non di rado dei facili cliché drammaturgici senza, comunque, mai perdere l’equilibrio ritmico del racconto filmico, risultato dell’adattamento del romanzo Il Confine di Giorgio Glaviano (Marsilio ed.). “Il confine è la parola chiave a tutti i livelli laddove è ovvio che male e bene siano ontologicamente mescolati. Ho voluto utilizzare le atmosfere del thriller, che amo profondamente, per mettere in scena le difficoltà dei rapporti famigliari” ha spiegato il regista qui al suo terzo lungometraggio.

E la dualità è l’altro elemento cardine del film, in onda su Sky Cinema dal 1° novembre, intesa come riflesso dei due protagonisti, entrambi portatori di rimossi che li hanno fratturati in coscienza ed identità. Due individui ben (de)scritti cui Pesce e Popolizio hanno fornito l’indispensabile profondità, costruendo sui loro passati remoti il senso di una spaccatura estesa anche la comunità di appartenenza. Ai confini del male è portatore di una confezione che può proporsi e imporsi sul mercato internazionale, legittimando il prodotto medio di genere per il grande pubblico di cui ormai il cinema italiano è tornato buon protagonista.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Dune avrà un sequel. Il regista Villeneuve e la sfida di non girare i due film contemporaneamente

next
Articolo Successivo

A white white day, un dramma che diventa thriller in cui amore e odio si toccano

next