“Il commissario Figliuolo ci ha chiesto di fare un’opera di persuasione sulla terza dose. Non è facile quello che ci hanno chiesto. Ci chiedono veramente l’impossibile”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, da Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma e consigliere di Federfarma Lazio, a proposito della quantità di lavoro notevole a carico delle farmacie, in particolare da quando è obbligatorio il green pass sui posti di lavoro.


“Noi ci stiamo impegnando al massimo – spiega Cicconetti – Non è che ci vogliamo tirare indietro, ma un mese fa sicuramente facevamo tamponi con molta più tranquillità. Adesso, con questa corsa al green pass, il carico di lavoro è aumentato. La rete delle farmacie regge perfettamente: abbiamo più di 10mila farmacie che fanno tamponi, ma se ci caliamo nella realtà di ogni singola farmacia, troveremo quella strutturata e quella meno dotata di risorse, che fa un po’ più di fatica. Ma sottolineo che il sistema delle farmacie regge perché c’è tantissimo impegno”.

Cicconetti puntualizza: “L’80% di chi viene a fare il tampone non è vaccinato. Il tampone prima costava 22 euro, ora 15 euro. Ci stiamo veramente stretti perché i costi di gestione e di smaltimento, nonché il tempo che impieghiamo nell’inserimento dei dati sono abbatsanza notevoli. L’impegno lavorativo è tanto: innanzitutto, per fare i tamponi ci sono delle procedure di sicurezza da rispettare, anche se ora il numero dei contagi – continua – è molto basso. Purtroppo, però, da qualche giorno si vedono nuovamente positivi quando si rifanno i tamponi rapidi. C’è anche tutta la struttura necessaria all’esecuzione dei tamponi e c’è il personale da pagare. E poi c’èov tutta la procedura di archiviazione e di trasmissione dei dati ai sistemi informativi regionali. Insomma, c’è anche un lavoro di back-office notevole”.

Il presidente di Federfarma aggiunge: “Siamo anche minacciati, seppure da una minoranza. Su twitter il nostro presidente nazionale Marco Cossolo è stato minacciato di morte (il tweet è ancora online, ndr). Purtroppo in questo clima di nevrosi capita anche questo. La maggior parte della gente viene in farmacia e fa con tranquillità il tampone, ma c’è un 1% di personaggi violenti che protestano e aizzano gli altri. Questa stessa gente, poi, sui social impazza e spopola”.

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