Lo scrittore tanzaniano Abdulrazak Gurnah ha vinto il premio Nobel per la Letteratura 2021. Gurnah nato a Zanzibar nel 1948 ed è autore di dieci romanzi in quarant’anni di carriera, tra cui Paradise (1994) Sulle rive del mare (2002) e Il disertore (2005), unico titolo tradotto in italiano per Garzanti. L’Accademia svedese ha premiato Gurnah per la “sua intransigente capacità di penetrare con pietà e senza compromessi negli effetti del colonialismo e nel destino dei rifugiati, nel divario tra culture e continenti”. Gurnah giunse in Gran Bretagna da studente nel 1968, poi lì vi rimase laureandosi, e da diverso tempo insegna Letteratura all’Università del Kent.

I suoi primi tre romanzi, Memory of Departure (1987), Pilgrims Way (1988) e Dottie (1990) documentano l’esperienza degli immigrati nella Gran Bretagna contemporanea da differenti prospettive individuali. Il suo quarto romanzo, Paradise (1994), è ambientato nell’Africa orientale coloniale durante la prima guerra mondiale ed è stato selezionato per il Booker Prize for Fiction. Admiring Silence (1996) racconta la storia di un giovane che lascia Zanzibar ed emigra in Inghilterra dove si sposa e diventa insegnante a cui fa seguito il ritorno nel suo paese natale 20 anni dopo. Dal mare (2001) è narrato in prima persona da Saleh Omar, un anziano richiedente asilo che vive in una cittadina di mare inglese. Il suo ultimo romanzo s’intitola Afterlives è del 2020 e tratta un argomento insolita nella letteratura postcoloniale di cui la poetica e l’approccio politico di Gurnah fanno parte: gli atti di resistenza all’occupazione coloniale tedesca in Africa orientale nei primi del Novecento.

È il sesto Nobel per la letteratura che va ad uno scrittore del continente africano dopo quelli del nigeriano Wole Soyinka, all’egiziano Nagib Mahfuz, ai sudafricani Nadine Gordimer e John Maxwell Coetzee, al mauriziano-francese Jean-Marie Gustave Le Clezio. Gurnah è però solo il secondo scrittore africano nero a vincere il Nobel dopo Soyinka che lo vinse nel 1986. Della sua ispirazione alla scrittura, Gurnah ha parlato in una recente intervista: “Non sono come Virginia Wolf che all’età di dieci anni sapeva già di essere una scrittrice. Io mi sono ritrovato a scrivere qualcosa un giorno, come le persone di solito fanno. Poi si sono aggiunte nuove pagine. Infine sono arrivato a un punto in cui ho pensato: cos’è questa cosa che sto scrivendo? Lì ho compreso la differenza tra buttare giù qualche riga e scrivere”.

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