Socialdemocratici, Verdi e liberali si siedono al tavolo: dieci giorni dopo le elezioni che hanno stravolto lo status quo della Germania, arriva la prima vera svolta. La Fdp ha accettato al proposta del partito ambientalista e giovedì 7 ottobre cominceranno ufficialmente i colloqui bilaterali con la Spd e il suo candidato cancelliere Olaf Scholz: a guidare Berlino dopo la fine dell’era di Angela Merkel potrebbe essere una coalizione Semaforo. L’opzione di un governo Giamaica, con dentro l’Unione Cdu/Csu, resta ancora sul tavolo, come hanno voluto precisare i Verdi e soprattutto i liberali. Almeno al momento, sembra più che altro una mossa per mettere pressione alla Spd in vista dei prossimi incontri.

Verdi e liberali hanno avuto faccia a faccia e incontri esplorativi per tutta la scorsa settimana. Poi, questa mattina, entrambi i partiti hanno avuto un vertice interno, per trarre le conclusioni. I primi a presentarsi davanti alla stampa sono stati i due co-leader ambientalisti, Robert Habeck e Annalena Baerbock: “Siamo arrivati alla conclusione che sia ragionevole approfondire i colloqui con Fdp e Spd, anche in virtù dei punti in comune trovati nei colloqui bilaterali. E questo proponiamo ai liberali“, sono state le parole scelte dall’ex candidata cancelliera. “La Germania si trova di fronte a importanti sfide e non può permettersi una lunga situazione di stallo“, ha aggiunto.

Un’accelerazione netta, quasi inaspettata, dopo un voto che aveva frastagliato il consenso tra Spd e Cdu, ma anche tra Verdi e Liberali, terza e quarta forza emerse fin da subito come il vero ago della bilancia nella formazione del prossimo governo tedesco. La coalizione Semaforo è la strada più naturale, visto che Scholz e i socialdemocratici sono diventati (seppure di poco) il primo partito, grazie a una grande rimonta e a un parallelo crollo dei consensi per i conservatori. Nella stessa Unione, in molti preferirebbero 4 anni all’opposizione per ricostruire un partito inevitabilmente indebolito dall’addio di Merkel.

Il vero dubbio però riguarda la possibile coabitazione tra Verdi e liberali. E Robert Habeck resta prudente: dai colloqui bilaterali si è visto che con Spd e Fdp “sono immaginabili le maggiori intersezioni sul piano dei contenuti”, ha spiegato, sottolineando che anche l’esito di colloqui del genere resti “aperto“, perché vi sono differenze importanti. Per Habeck, però, le differenze con Cdu e Csu sono “ancora più grandi”. “Ci sono stati dei movimenti sulla questione della protezione del clima, ma ci sono ancora grosse divergenze di veduta su argomenti di politica sociale e sui prossimi passi dell’integrazione europea“, ha spiegato. Ecco perché i Verdi preferiscano iniziare i colloqui con l’Spd.

“Per i liberali la coalizione Giamaica con l’Unione e i Verdi resta l’opzione preferibile”, ha ricordato poco dopo Christian Lindner, il leader dei liberali tedeschi. Poi però è arrivato l’annuncia che segna appunto la prima vera svolta: la Fdp ha accolto la proposta dei Verdi di avere un primo round di colloqui con gli stessi Verdi e Spd in vista della costruzione di un possibile governo. “In coordinamento con i Verdi, ho offerto al signor Scholz di incontrarci per una discussione domani (giovedì, ndr)”, ha dichiarato Lindner. Si parte, quindi. Parlando solo con la Spd, perché “non ci saranno colloqui paralleli” con l’Unione, ha precisato ancora il leader dei liberali.

“La coalizione Giamaica avrebbe meritato una chance. Ma devo accettare che adesso vi siano prima degli altri colloqui”, ha detto il ministro della Salute della Cdu Jens Spahn, commentando l’annuncio di Verdi e liberali. “Una partecipazione a un governo giamaica (Unione, verdi e liberali) avrebbe potuto segnare la differenza anche nei prossimi anni”, ha aggiunto. Spahn ha inoltre respinto le voci secondo le quali sarebbe stato lui a far trapelare i contenuti dei colloqui bilaterali dell’Unione con verdi e Fdp, innervosendo i partiti e danneggiando i conservatori.

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