C’è un festival in Italia che da 25 anni riesce a parlare a tutti: ai bambini, agli adolescenti, ai giovani, agli adulti, agli anziani. Quando scrivo “tutti” penso anche a ogni mestiere: agli insegnanti, agli scienziati, ai cuochi, agli operai, ai medici. Questa manifestazione è il “Festival della letteratura di Mantova” ideato da due librai che hanno lasciato un’impronta significativa nel terreno, poco fertile, della cultura italiana: Carla e Luca Nicolini.

Seguo questa iniziativa dal primo anno, ho forse mancato un solo appuntamento. Mi è capitato persino di presentare uno dei miei libri, Gita in pianura. Da maestro ho sempre pensato di non mancare a questo annuale appuntamento perché vale (per me, non sulla carta) come aggiornamento. Sul mio calendario, Mantova, corrisponde a un corso di formazione: è lì che metto mani nelle parole; che apprendo i cambiamenti in atto nel mondo del libro; è nelle piazze del festival che trovo modo di approfondire la mia conoscenza di una regione italiana (straordinario l’incontro con Simonetta Agnello Hornby e Maria Attanasio sulla Sicilia), di una terra, di un fenomeno naturale. Può capitare di scoprire con Robert Mcfarlane il mistero di ciò che sta sotto una città.

Ed è sempre in questa occasione che mi metto seduto tra i bambini ad ascoltare autori che scrivono e parlano a loro. Quest’anno, inoltre, gli incontri dedicati al mondo della scuola sono stati numerosi: da quello con la pedagogista Monica Guerra a quello con Marcello Fois e Chiara Valerio. Non so quanti insegnanti partecipino ogni anno a questo festival che promuove la lettura, che è lo strumento principe per un docente per aggiornarsi. Non sto parlando dei manuali ma di libri, romanzi, saggi che sono indispensabili per accrescere la propria curiosità, il sapere e il conoscere.

Peccato che, tra gli acquisti concessi dall’ormai famosa “Carta docente” che permette a maestri e professori di spendere 500 euro in libri, concerti, mostre, eventi, device nessuno abbia pensato di includere la possibilità di inserire questo festival tra i “crediti” possibili. So che gli organizzatori dell’evento mantovano hanno provato ad accreditarsi ma non è stato possibile.

C’è tempo per rimediare: non resta che sperare che il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, vicino di casa della bella Mantova, colga questa proposta facendola sua. Certo, questa speranza, sarebbe meno vana se quest’anno avessi visto il capo di viale Trastevere al Festival letteratura. Ma non è stato così. D’altro canto, non credo d’aver mai visto in 25 anni un ministro dell’Istruzione alla rassegna letteraria di Mantova. Un segno?

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