L’auto va sempre più a picco in Europa. Ad agosto, nell’area Ue + Efta, le immatricolazioni sono diminuite del 18,1% (622.993 unità), penalizzate dalla performance negativa dei principali mercati continentali: Spagna (-28,9%), Italia (-27,3%), Germania (-23,0%) e Francia (-15,0%) hanno infatti deluso.

Quanto all’andamento nei primi otto mesi dell’anno, questo si presta ad una duplice interpretazione. Se confrontiamo i numeri con lo stesso periodo dello scorso anno, la crescita si attesta intorno all’12%, con un totale di 6,8 milioni di nuove autovetture. E i risultati dei paesi più importanti restano in territorio positivo: Italia (+30,9%), Francia (+12,8%), Spagna (+12,1%) e Germania (+2,5%).

Bisogna tuttavia fare attenzione: da gennaio ad agosto 2020 la pandemia ha praticamente azzerato ogni attività, dunque la comparazione più corretta è quella coi dati del 2019. E, in questo caso, i numeri sono impietosi: -24.4%, ovvero un quarto delle vendite complessive andate in fumo nel vecchio continente.

Quanto basta per pensare che alla fine dell’anno i dati saranno ancora meno confortanti. Anche perché l’attuale crisi dei microchip sta rallentando la produzione mondiale di automobili, e si prevede che su questo fronte la situazione possa peggiorare negli ultimi mesi del 2021.

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