Il verdetto è arrivato: a Milano sono stati svelati i vincitori dei Premi Balzan 2021, assegnati ogni anno a 4 – tra studiosi e ricercatori – personalità del mondo accademico, per ricerche nelle lettere, scienze morali e arti o scienze fisiche, matematiche, naturali e medicina. A ricevere il riconoscimento della fondazione italo-svizzera quest’anno sono stati l’israeliano Saul Friedländer dell’University of California Los Angeles, per Studi sull’olocausto e sul genocidio, lo statunitense Jeffrey Gordon della Washington University di Saint Louis, per Microbioma in salute e in malattia e l’italiana Alessandra Buonanno dell’Albert Einstein Institut, Potsdam, e il francese Thibault Damour dell’Institut des Hautes Études Scientifiques di Parigi per Gravità: aspetti fisici e astrofisici. Rimandato invece l’annuncio del premio per Arte e archeologia del Vicino Oriente Antico. Tutti i vincitori, nella cerimonia del 1 luglio 2022 a Berna, riceveranno 750 mila franchi svizzeri, cioè 690 mila euro, dovranno però reinvestirne la metà – per regolamento – in progetti di che coinvolgano giovani ricercatori.

A presentare gli studiosi più meritevoli sono stati il presidente della Fondazione Balzan “Premio”, Alberto Quadrio-Curzio e il presidente del Comitato Generale Premi Balzan Luciano Maiani, dopo un attento esame da parte della giuria di tutte le candidature. Quattro i nomi individuati nei diversi campi – che cambiano di anno in anno per non trascurare nessun settore – per criteri di validità, attualità e coerenza delle ricerche, con anche fattori specifici che possono garantire l’avanzamento della conoscenza nelle rispettive materie di studio.

Tra questi l’89enne Saul Friedländer, capace di unire all’analisi critica della sua esperienza personale sull’Olocausto, la curiosità e la precisione scientifica. L’israeliano ha con la sua storia integrata della persecuzione e dello sterminio degli ebrei d’Europa ha cambiato gli studi sulla Shoah. La sua narrazione storica “esprime l’indicibile” e mette in campo le “voci dirompenti di vittime, carnefici e astanti”. Premiato anche Jeffrey Gordon che – con più di 20 articoli l’anno -“per avere fondato il campo di ricerca sul microbioma umano e aver rivoluzionato la nostra comprensione del suo ruolo in salute e malattia, incluso il suo effetto sul nostro stato nutrizionale”. Alessandra Buonanno e Thibault Damour hanno invece meritato il riconoscimento per il loro ruolo ventennale nel “lavoro di predizione dei segnali di onde gravitazionali prodotti quando due oggetti molto compatti, come stelle di neutroni e buchi neri, spiraleggiano uno intorno all’altro, ed infine si fondono in un unico oggetto”. Confermando in modo estremamente accurato la teoria della relatività generale della gravitazione, il loro studio ha inoltre permesso al complesso dei rivelatori LIGO e Virgo – con una collaborazione tra Usa, Francia e Italia – di “promuovere un tipo di astronomia che utilizza le onde gravitazionali come nuovi e potenti messaggeri dell’universo”, in aggiunta alla luce. Non è ancora noto il vincitore della categoria Arte e archeologia del Vicino Oriente Antico. Sarà annunciato probabilmente alla cerimonia di premiazione dell’edizione 2020, il prossimo 18 novembre a Roma.

Le materie che saranno oggetto della competizione nel 2022 saranno invece: filosofia morale, etnomusicologia, biomateriali per la nanomedicina e l’ingegneria dei tessuti, glaciazione e dinamica delle calotte polari.

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