Anche con la moda si fa politica, eccome. Nel caso ci fossero dubbi a riguardo basta dare una rapida occhiata al red carpet del Met Gala 2021, l’evento mondano più importante di New York tornato in grande spolvero dopo che nel 2020 era saltato causa pandemia. Quest’anno più che mai infatti, il tappeto rosso del Met è stato un’occasione per lanciare importanti messaggi politici complice anche il fatto che il tema – “In America: A Lexicon Of Fashion“, un omaggio agli Stati Uniti e alla loro storia – ben si prestava come spunto di riflessione su quelli che sono stati i valori fondati degli Usa. E tanto è bastato ad alcune delle celebrity più attive sul fronte dei diritti per trasformare la passerella in un potente palco politico, caricando di significato ulteriore i loro look. Così ecco Cara Delevingne con “Peg the patriarchy” scritto a caratteri cubitali rosso su bianco su un giubbotto antiproiettile integrato a corpetto di un long dress opera di Maria Grazia Chiuri per Dior. E ancora, Carolyn Maloney con “Equal rights for women” nei drappeggi del suo abito fatto nei colori delle suffragette (bianco, viola e oro); Megan Rapinoe e Dan Levy hanno rilanciato messaggi a sostegno dei diritti LGBTQ+.

Ma è stata soprattutto la deputata dem Alexandria Ocasio Cortez a catalizzare l’attenzione. L’ex cameriera 31enne di origine portoricana, eletta per la prima volta al Congresso nel 2018 si è infatti presentata con un abito-manifesto su cui si leggeva chiaramente la scritta “Tax the rich“, “tassate i ricchi”: uno slogan tutt’altro che nuovo per lei (è stampato anche su tutto il suo merchandising ufficiale, ndr) e non causale dal momento che i democratici americani si apprestano a presentare un piano per aumentare le tasse sulle imprese al 26,5 per cento rispetto al 21% attuale. Ma non è tutto, anche la scelta del designer che lo ha realizzato è significativa: l’abito è infatti firmato da Brother Vellies, brand locale di Brooklyn fondato da Aurora James, attivista impegnata nelle lotte per la giustizia sociale e l’equità razziale.

“Anche gli abiti che indossiamo sono politici, a causa di chi lo ha disegnato, di chi lo veste, di quello che vogliamo dire”, ha spiegato Aurora James a Vogue. “Quest’anno molti dei partecipanti al Gala non si sono lasciati sfuggire l’opportunità di rilasciare la propria dichiarazione politica, diffondendo messaggi sulle diseguaglianze di reddito, sul femminismo, sui diritti degli animali e sulla sessualità”, ha detto la stilista. “Ci siamo confrontate a lungo sul cosa significhi essere una donna di colore e proveniente dalla classe operaia sul red carpet del Met – ha aggiunto Alexandria Ocasio Cortez commentando il suo look -. Ci siamo dette che non potevamo solo stare al gioco, ma dovevamo sfidare le istituzioni”.

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