Paolo Sorrentino piange. Non l’aveva fatto nemmeno quando ha vinto l’Oscar. Troppo intimo, personale, profondo questo È stata la mano di Dio, che ha appena raccolto un onorevolissimo Gran premio della giuria, ovvero un secondo posto a Venezia 78. Il regista de La grande bellezza si è commosso in più punti del suo discorso, ma le lacrime sono sgorgate sincere quando ha ricordato l’amicizia con il produttore che ha creduto in lui fin dagli esordi e ancora oggi lo segue, Nicola Giuliano e la sua Indigo Film.

Sorrentino ha poi ringraziato la moglie Daniela D’Antonio (“che mi sopporta da vent’anni”), poi ha scherzato su chi ancora gli dice ‘un altro film con attore Toni Servillo?” (qui straordinario papà di Sorrentino ndr) affermando: “Ecco guardate con Toni Servillo dove sono arrivato”. Infine un paio di aneddoti su due sequenze tagliate. La prima è quella in cui ci sarebbe stato “un ometto di uno e sessanta in mezzo al campo che ringrazia (e per fortuna l’ha tolta, aggiungiamo noi)” e per la proprietà transitiva l’ometto, ovvero Maradona “ora ringrazia voi (la giuria ndr); e infine un episodio che riguarda il funerale reale dei genitori – in questa opera si racconta proprio il tragico evento della scomparsa dei genitori del regista -: “All’epoca il preside autorizzò a venire solo quattro miei compagni e ci rimasi malissimo, oggi però sono contento perché è venuta tutta la classe”, ha concluso Sorrentino indicando un pubblico in visibilio che ha amato incondizionatamente il film.

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