Divisi su tutto. Trasporti, rifiuti e niente apparentamenti al ballottaggio. Senza farsi mancare qualche frecciata a livello personale. Virginia Raggi e Roberto Gualtieri, candidati sindaci di Roma di M5S e Pd, si presentano alla festa del Fatto Quotidiano intervistati da Paola Zanca e da subito iniziano a litigare sul futuro della Capitale dimenticandosi per un’ora che i loro partiti a livello nazionale sono alleati e stanno provando a costruire una coalizione in tutta Italia. Con loro sul palco non ci sono gli altri due candidati alle prossime amministrative romane: Enrico Michetti (centrodestra) ha declinato da subito l’invito, mentre Carlo Calenda (Azione) inizialmente aveva accettato ma poi ha deciso di rinunciare all’ultimo minuto. Sul palco al posto dei due assenti ci sono dei cartonati.

Alleanze: “Non c’erano le condizioni” – Il primo motivo di scontro tra Raggi e Gualtieri è quello dell’alleanza giallorosa che a Roma, rispetto a Bologna e Napoli, non è andata a buon fine. “Le alleanze si fanno sui programmi – ha detto Raggi – il Pd voleva privatizzare l’Atac, noi vogliamo rendere gli autobus più accessibili a tutti. Non potevamo allearci con chi la pensa diversamente da noi. Non si possono fare alleanze sulla carta ma sui programmi”. L’ex ministro dell’Economia del Pd, che respinge l’idea di voler privatizzare la municipalizzata dei trasporti (“fantapolitica, era un’idea di Giachetti che sta con Renzi”), è d’accordo con la sindaca sul fatto che non “si potesse fare un accordo” perché “noi diamo un giudizio molto negativo dell’amministrazione” ma questo “non significa che non possiamo allearci a livello nazionale”.

Gualtieri: “Chiederò i voti del M5S” – Sia Raggi che Gualtieri annunciano che non faranno apparentamenti al secondo turno. Il candidato del Pd, secondo gli ultimi sondaggi favorito per andare al ballottaggio con Michetti, però chiede il voto degli elettori del M5S: “Sono molto fiducioso che arriverò al secondo turno con il candidato del centrodestra e a quel punto chiederò i voti degli elettori del M5S e di Calenda per vincere”. Più fredda la sindaca che dice di non “credere molto nei sondaggi” che la danno fuori dal secondo turno: “Sono molto amata nelle periferie, e credo di poter arrivare al ballottaggio”. Chiederà i voti dei dem al secondo turno? “Gli elettori del Pd faranno le loro valutazioni in base ai programmi”.

Lo scontro sulla giunta comunale – I due candidati di Pd e M5S si sono scontrati anche sui 15 cambi di assessori fatti nei 5 anni di amministrazione da Raggi. La sindaca si difende così: “Se un assessore non riesce a mettere in pratica i progetti per la città, io non è che li sposo. Molto onestamente li rimuovo. E, non dovendo rispondere a logiche di partito, la vedo come una grande scelta di libertà”. Diverso, e molto critico, il giudizio di Gualtieri: “Cambiare continuamente assessori non è una caratteristica del buon governo: se sarò eletto terrò i miei assessori per 5 anni per dare loro il tempo di farli lavorare”.

Il fantasma di Marino – Lo scontro più forte però c’è stato sulla defenestrazione dell’ex sindaco del Pd Ignazio Marino. Secondo Raggi chi lo ha “accoltellato” ha fatto “carriera nel Pd in consiglio regionale o è stato candidato nelle liste di Gualtieri” mentre l’ex ministro dell’Economia si difende spiegando di avere al suo fianco Giovanni Caudo, molto vicino all’ex primo cittadino. Scambio al veleno anche sulla lotta alla legalità con Gualtieri che ha chiesto alla sindaca di rettificare le sue parole di ieri (“Nessuno ha mai abbattuto le villette dei Casamonica perché ci andavano a cena”): “Io non scenderò mai a quel livello, non parlo di chi ha lavorato con te ed è stato arrestato” ha concluso l’ex ministro riferendosi a Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina.

Divisi su trasporti e rifiuti – Infine il dibattito si è concentrato sui due principali temi della campagna elettorale romana: la gestione della raccolta dei rifiuti e dei trasporti della Capitale. Raggi ha rivendicato i risultati della sua amministrazione mentre Gualtieri ha criticato duramente la gestione della sindaca. Sui trasporti l’ex ministro al Tesoro propone di “rilanciare il ferro” e in particolare “le metropolitane” mentre Raggi accusa quest’ultimo di aver copiato il suo programma di mobilità sostenibile del 2019 e di aver chiesto la nomina di un commissario sulle nuove linee della metro. Litigio finale sui rifiuti. Secondo Raggi è competenza di Regione e Comune e l’amministrazione ha “fatto ripartire le assunzioni e comprato nuovi camion” dopo aver rimesso i conti in ordine dell’Ama, mentre Gualtieri attacca a testa bassa: “Roma non è mai stata così sporca, la situazione è degenerata a livello degradante – conclude il candidato dem – le cose che dice Raggi sono tutte declinate al futuro. Ha governato 5 anni e la città, è sotto gli occhi di tutti, è troppo sporca”.

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