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Scuola, Galli: “Senza vaccino obbligatorio e tamponi non ci sarà riapertura sicura”. I presidi: “Non bisogna favorire insegnanti no vax”

All'indomani della firma del Protocollo d'intesa tra sindacati e tecnici del Ministero dell'Istruzione, monta la polemica sulla questione delle vaccinazioni del personale scolastico. Il professore non è d'accordo sul tampone gratuito per gli insegnati "mi pare l'ennesima scusa per rimandare la vaccinazione", dice
Scuola, Galli: “Senza vaccino obbligatorio e tamponi non ci sarà riapertura sicura”. I presidi: “Non bisogna favorire insegnanti no vax”
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Non vedo una riapertura sicura della scuola. Senza l’obbligo di vaccinazione e un sistema di test per isolare i focolai è facile prevedere problemi alla ripresa”. A dirlo, in un’intervista a La Stampa, è il primario dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, commentando il Protocollo di sicurezza per il rientro in classe in sicurezza a settembre firmato ieri tra sindacati e tecnici del ministero dell’Istruzione in vista del ritorno in aula a settembre. Il professore non è d’accordo sul tampone gratuito per gli insegnati “mi pare l’ennesima scusa per rimandare la vaccinazione” e sui cinque avvisi prima della sospensione dello stipendio dice “è un modo per obbligare senza dirlo, ma per garantire la scuola in presenza bisogna che i docenti si vaccinino tutti. Chi fa quel lavoro deve rassegnarsi. È un po’ come per gli operatori sanitari”.

E sulle vaccinazioni del personale scolastico va in pressing anche l’Associazione nazionale presidi, che pur avendo firmato il Protocollo d’intesa resta critica: “Non bisogna favorire in alcun modo gli insegnanti no vax“, dichiara il presidente dell’Anp Antonello Giannelli sempre a La Stampa. “La parte sul tampone gratuito va modificata. Così com’è stata inserita nel Protocollo non permette di distinguere tra coloro che non si possono vaccinare per ragioni di salute. Non intendiamo favorire alcuna logica di sostituzione della vaccinazione col tampone – conclude -. Auspichiamo che il testo del Protocollo venga modificato. Altrimenti? Non escludiamo proteste“.

Un altro punto cruciale è poi il nodo trasporti, tutt’ora irrisolto: a preoccupare maggiormente è infatti l’idea che si possano creare focolai di contagio sui mezzi pubblici affollati di giovani negli orari di punta. “La variante Delta ha un grande impatto su di loro, che vanno vaccinati il più possibile anche se non si farà in tempo a coprirli tutti per l’inizio dell’anno scolastico – spiega ancora il professor Galli -. Per questo occorrono altri accorgimenti. La Delta al chiuso infetta anche a due metri e tutti devono tenere la mascherina. La capienza all’80 per cento dei mezzi pubblici per me è alta, ma sarà difficile fare diversamente”. Infine, per il primario sarebbero importanti anche test preliminari: “Senza tutti gli insegnanti e i bambini vaccinati è indispensabile per anticipare i focolai. Un buon test salivare facile da usare ogni settimana o due sarebbe utile”.

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