Il padre di Britney Spears è pronto a lasciare il suo ruolo di tutore dei beni della figlia. La notizia tanto attesa dai fan della cantante è arrivata a sorpresa, con un annuncio del sito Tmz, che ha visto i documenti che la provano. La fine dell’egemonia del signor Jamie Spears sulla figlia (iniziata nel 2008, ndr) non è però immediata: arriverà “quando sarà il momento giusto”, ma resta il fatto che si tratta di una svolta epocale nella dolorosa e complessa battaglia legale che Britney ha intrapreso contro il padre, trovando la forza di denunciare i soprusi subiti in tutti questi anni in cui è stata sotto il suo controllo.

La popstar aveva infatti intrapreso un’azione in tribunale per liberarsi dalla ‘tutela’ del padre Jamie, che secondo lei non era che una forma di “abuso”. Gli avvocati del padre avevano annunciato opposizione, negando che le cose stessero come diceva la popstar di ‘Oops I did it again‘ ma poi, evidentemente, qualcosa deve essere cambiato: Tmz e Variety hanno rivelato che, secondo i documenti legali visionati, l’uomo avrebbe dichiarato di voler “lavorare con la corte e il nuovo avvocato di sua figlia per preparare una transizione morbida verso un nuovo tutore“.

“Siamo felici che il signor Spears e il suo avvocato abbiano oggi ammesso che deve essere rimosso (dalla carica, ndr)”, ha dichiarato il legale della cantante, Mathew Rosengart, al Guardian. La decisione è “una grande vittoria per Britney e un passo avanti verso la giustizia” ma ha anche intimato Jamie a “farsi da parte immediatamente. Siamo ansiosi – ha aggiunto l’avvocato di Britney – di continuare la nostra indagine sulla condotta di Mr Spears e altri che negli ultimi anni hanno preso milioni di dollari dagli averi di sua figlia”. Al momento, non è chiaro se questa decisione potrebbe portare al ritorno di Britney alla piena autonomia, sia nel gestire la propria vita privata sia il patrimonio accumulato in vent’anni di carriera. I legali hanno detto che il padre è convinto che continuare la tutela “sarebbe nel miglior interesse” della figlia, ma avrebbe acconsentito alla “transizione verso un nuovo ‘conservator'”, la formula legale usata negli Usa per definire la tutela di una persona. Non resta quindi che attendere la prossima udienza del processo, fissata per la fine di settembre a Los Angeles.

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