Sei italiani su dieci tra i vaccinabili hanno completato il ciclo di iniezioni contro il Covid, ma restano sempre oltre 4,5 milioni di over 50 senza neanche una dose. Allo step intermedio fissato dalla Struttura commissariale guidata dal generale Francesco Figliuolo, il bilancio è positivo ma la campagna ha un problema sul target anagrafico che avrebbe dovuto proteggere con priorità. Se da un lato il commissario straordinario può rivendicare il “traguardo importante” dei 32,4 milioni di persone completamente vaccinate, dall’altro resta il problema di una quota importante di adesioni mancate nelle fasce di età più a rischio di sviluppare la malattia grave. La stessa per la quale, senza risultati importanti né svolte, il generale continua a sgolarsi da settimane.

L’ultimo report della stessa struttura guidata da Figliuolo certifica come – dati aggiornati a venerdì – ci siano ancora 4.641.302 di over 50 scoperti. Tra gli over 80 mancano ancora 309.435 persone, il 6,79% della popolazione. Nella categoria dei 70-79enni, invece, non hanno ancora ricevuto neanche una dose di vaccino in 685.892. Restano ancora scoperti anche 1.271.763 di persone tra i 60 e i 69 anni, pari al 16,84% della popolazione in quella fascia di età. E 2.374.212 di 50-59enni, pari al 24,60%. Come spiegato da Ilfattoquotidiano.it, senza una vera svolta agli attuali ritmi di adesione e di vaccinazione ci vorranno oltre 6 mesi per raggiungerli tutti. Da un lato c’è l’aspetto legato a quanti non si prenotano, dall’altro le disponibilità di Pfizer devono essere impiegate principalmente per i tanti richiami in programma.

I 32,4 milioni di vaccinati, cifra pari al 60% della platea costituita dai cittadini di età superiore ai 12 anni, resta “un traguardo importante” che “conferma la validità del piano attuato attraverso la sinergia tra Regioni/Province autonome, enti pubblici e privati, Protezione Civile, Difesa e il mondo delle associazioni di volontariato”, dice Figliuolo. Complimenti dunque anche a quelle Regioni che, come aveva raccontato La Stampa, avevano in buona parte ‘ignorato’ il generale quando aveva richiesto un ‘censimento’ proprio degli over 60 per capire quanti avrebbero voluto aderire alla campagna ma avevano trovato degli impedimenti e quanti invece non erano intenzionati a farsi inoculare il vaccino anti-Covid. Del resto, ad aprile, era stato lo stesso Figliuolo a riferire al presidente dell’Anci Antonio Decaro che l’obiettivo era vaccinarli tutti “entro la fine di giugno”. Un obiettivo fallito.

Quello del 60% della popolazione vaccinata al 31 luglio – aprendo in anticipo alle fasce più giovani e nonostante i problemi legati alle autorizzazioni per Astrazeneca e Johnson&Johnson – invece, sottolinea l’organismo, “è stato raggiunto secondo le previsioni del piano elaborato a inizio marzo” e rappresenta “una tappa importante verso l’immunità di comunità, che è prevista entro la fine di settembre, con il completamento del ciclo vaccinale da parte dell’80% della platea da vaccinare”.

Di “primo importante risultato” che c”i consente di guardare con maggiore fiducia al futuro” parla anche il ministro della Salute Roberto Speranza. “Dobbiamo continuare su questa strada – dice ringraziando donne e uomini del Servizio sanitario – perché è proprio con i vaccini che possiamo proteggere meglio noi stessi e gli altri”. La campagna, dice ora Figliuolo, “procede con continuità, con una media superiore alle 500mila somministrazioni al giorno e potrà contare sulla disponibilità di ulteriori dosi di vaccino Pfizer, a partire dalla terza settimana di agosto”.

In realtà nell’ultima settimana la media è stata leggermente inferiore (attorno alle 495mila) anche perché le scorte di Pfizer sono sostanzialmente esaurite in diverse Regioni, dalla Lombardia alla Puglia. Una fornitura aggiuntiva “è stata chiesta e ottenuta nel corso di colloqui tra il premier Mario Draghi e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, centrati sulla disponibilità dei vaccini e alla ridistribuzione tra Paesi Ue”. L’Italia, sottolinea la struttura commissariale, si colloca sopra la media europea per numero di somministrazioni in proporzione alla popolazione.

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