La campagna vaccinale non si allarga nelle fasce più a rischio né scatta tra il personale scolastico, che rischia di ritrovarsi con l’obbligo di green pass alla riapertura delle scuole. L’ultimo report settimanale del governo fotografa una situazione di lentezza nella somministrazione di prime dosi tra gli over 50 e un sostanziale stallo tra docenti e personale Ata.

Come nelle ultime settimane, i ritmi – per lo più dovuti a un’adesione sempre meno convinta in alcune fasce della popolazione – sono sostanzialmente lumaca. E senza uno scatto, atteso con l’introduzione del certificato verde, si arriverebbe al 2022 prima di coprire tutti coloro che hanno più di 50 anni che finora non hanno potuto (o voluto) vaccinarsi, cioè 4.641.302 persone. I dati sono lampanti, ad iniziare dal personale scolastico: secondo le tabelle della Struttura commissariale guidata dal generale Francesco Figliuolo restano da vaccinare 220.605 persone, il 15,06%. Il 23 luglio, erano 222.132.

Negli ultimi 7 giorni, insomma, sono state inoculate appena 1.500 prime dosi. In 11 Regioni c’è almeno il 10% di professori e personale Ata non vaccinato, con la Sicilia sempre capofila con i suoi 60.001 senza prima dose, pari al 42,86% della ‘popolazione scolastica’. Da segnalare che alcune Regioni sono in ritardo con l’aggiornamento del totale delle persone da vaccinare in questa categoria, quindi i dati delle ultime settimane sono piuttosto ‘ballerini’ sui totali (il 2 luglio risultavano meno persone ancora da vaccinare rispetto alla scorsa settimana).

In fase di stanca anche la campagna tra gli over 60, con il solito progredire lento nella fascia 60-69 anni, la più preoccupante sotto il profilo dei non vaccinati in termini assoluti. Tra gli over 80 mancano ancora 309.435 persone (erano 319.369 il 23 luglio) ovvero il 6,79% della popolazione. La regione con la percentuale più bassa di immunizzati è sempre la Sicilia, dove è scoperto un over 80 su cinque. Nella categoria dei 70-79enni, invece, non hanno ancora ricevuto neanche una dose di vaccino in 685.892, circa 27mila in meno dello scorso venerdì quando se ne contavano 713.124.

Numeri assai più piccoli rispetto ai sessantenni: restano ancora scoperti 1.271.763 di persone tra i 60 e i 69 anni, pari al 16,84% della popolazione in quella fascia di età. Una settimana fa erano 1.327.306. In altri termini, hanno ricevuto una dose di vaccino tra il 23 e il 30 luglio in 55.543. Il 2 luglio, quattro settimane fa, erano 1.458.624. Il calcolo è presto fatto: in un mese sono state raggiunte 186.861 persone. Con questi ritmi per inoculare una prima dose a tutti i 60enni ‘scoperti’ che restano ci vorrebbero oltre 6 mesi.

Un passo leggermente migliore, ma che resta insufficiente, si registra tra i 50enni. Nell’ultima settimana è stato raggiunto lo 0,99% della popolazione totale in questa fascia di età che ne conta oltre 9,6 milioni. Le prime somministrazioni da venerdì 23 ad oggi sono state 95.480. Si è così scesi dai 2.469.692 di non vaccinati (il 25,59%) ai 2.374.212, pari al 24,60%. Senza un’accelerazione, anche in questa fascia, resterebbero 6 mesi prima di riuscire a somministrazione una dose di vaccino a tutti.

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