Il tangram è un rompicapo cinese, che consiste in un quadrato composto da sette tavolette di varie forme geometriche: due triangoli rettangoli grandi, un triangolo rettangolo medio e due piccoli, un quadrato e un parallelogramma. Sebbene il gioco consista nel creare delle figure tramite queste tavolette, come numeri o animali, mettendo alla prova la propria fantasia, dentro il Museo delle Illusioni, appena inaugurato a Milano, in tanti si sono ostinati a voler ricomporre a tutti i costi il quadrato iniziale, spesso senza successo.

Ideato per la prima volta da Roko Zivkovic nel 2015 a Zagabria, in Croazia, il museo è riuscito poi a espandere la sua presenza in altri Paesi, aprendo in città come Il Cairo, Parigi, New York e Dubai. Quella di Milano è la trentatreesima apertura. Lo spazio di via Settembrini 11, a due passi dalla stazione Centrale, aperto dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 20, è esteso su due piani, appartenenti a un vecchio negozio di tessuti all’ingrosso, e la mostra comprende oltre settanta “illusioni” che spaziano negli ambiti più vari, dalla fisica alla logica, passando per matematica e biologia.

Sebbene si tratti di un museo, i visitatori, grandi e piccoli, sono inviati a toccare, fotografare, correre per le varie installazioni, nelle quali vengono messe alla prova le capacità sensoriali di ognuno. E numerose sono, ovviamente, le illusioni ottiche e i giochi collegati. La stanza Ames, per esempio, consiste in una stanza trapezoidale che dà l’impressione che gli oggetti, muovendosi da un lato all’altro della stanza, si ingrandiscano o rimpiccioliscano, e i cui partecipanti alla mostra sono invitati a provare su loro stessi quest’effetto, passeggiando all’interno e venendo osservati da altri.

Altre sale sono maggiormente fedeli a quelle di una mostra, con quadri e ritratti esposti sulle pareti, ma sempre all’interno di una dimensione giocosa, in cui sono impartite istruzioni ai visitatori per ottenere l’effetto ottico sperato. Oppure, semplicemente, basterà osservare per rendersi conto che il proprio cervello è ingannato dagli occhi. Ogni installazione, infatti, prevede una descrizione sia delle caratteristiche che delle cause scientifiche dietro a ogni illusione e gioco ottico, spiegando l’intera gamma di effetti che causano il risultato finale. Per i più ‘attivi’ è presente anche una stanza dei rompicapi, come il tangram appunto. I visitatori possono tentare di risolverli e, in caso non dovessero riuscirci a causa del poco tempo a disposizione, posso sempre acquistarli e continuare a tentare a casa. Tra scienza e divertimento.

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