Il passato che non passa è un muro con le foto e i nomi degli 800 civili massacrati dalle SS per rappresaglia contro le formazioni partigiane dell’Appennino. Il presente è un Parlamento e un Paese che non riescono neppure a domare l’irresistibile ascesa di un diplomatico dalle dichiarate simpatie fasciste che viene promosso al rango di ambasciatore. Quel passato e questo presente si incontreranno l’8 luglio alla manifestazione dell’Anpi nel luogo simbolo delle stragi nazifasciste del 1944. A Monte Sole di Marzabotto, tra quel che resta delle mura della chiesa di Casaglia che fu bruciata, tra le lapidi disseminate in tutte le frazioni sotto Marzabotto si svolgerà la manifestazione commemorativa dell’Anpi. Il titolo quanto mai esplicito e attuale: “Un fascista non può rappresentare la Repubblica italiana”. Il riferimento è appunto alla designazione di Mario Vattani, rocker del gruppo neofascista Sottofasciasemplice, ad ambasciatore italiano a Singapore.

La nomina risale al 29 aprile ma tiene banco ormai da due mesi. Era spuntata da un decreto del Consiglio dei ministri. Quando la notizia è divenuta di pubblico dominio ha scatenato prevedibili polemiche. Nessuno ha rivendicato la decisione. Silenzio e imbarazzo nei palazzi della politica e dai banchi del governo. Filtra solo una pilatesca ricostruzione per cui la scelta era avvenuta in seno ministero degli Affari Esteri ma non per via “politica”, ma interna all’amministrazione che decide autonomamente le progressioni di carriera.

La verità però si palesa in aula e costa una frattura a sinistra che ancora lacera il Pd. Il silenzio del governo sul “caso Vattani” infatti si rompe solo quando il deputato del Partito Democratico Roberto Morassut interroga il ministro Di Maio. Risponde la collega di partito e viceministro Marina Sereni, che difende Vattani rovesciando i termini del quesito: non consentire la nomina (al simpatizzante di Casapound che ricambiava saluti romani da un palco) sarebbe “un gesto fascista”. Morassut si dichiara “del tutto insoddisfatto” e ha già confermato la sua presenza alla manifestazione.

Il silenzio sull’ascissa del governo, il rumore sull’ordinata del partito rinfocolano le ragioni di chi ha cercato di mettere la croce sul nominato. Se anche Vattani – in predicato della ratifica dal Quirinale – si è prudentemente allineato alla consegna del silenzio l’Anpi urla ancora la ferrea contrarietà alla sua nomina. Il presidente Gianfranco Pagliarulo insiste. Per scongiurare “l’oltraggio ai caduti della Resistenza” . E sarà in prima fila l’8 di luglio, accanto ai sindaci di Marzabotto e Stazzema, e a Flora Monti, classe 1931, la più giovane staffetta partigiana d’Italia.

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