La terza via, tra il dogma dell’elettrico e il far finta di nulla sullo sprofondo del Dieselgate. La soluzione plausibile e praticabile tra l’auto a batteria da imporre a tutti i costi e la vertigine dei suoi prezzi. L’ibrido è più realista di un Re Mida, arriva a fabbricare best seller quando viene proposto sulle vetture che appartengono alle tipologie più ricercate, ed è questa la fotografia della nuova Yaris Cross, lo Urban Suv più atteso del 2021 che rischia di scuotere il mercato per la bontà di un progetto che mette a frutto il massimo delle sinergie del gruppo Toyota.

Una strategia che poggia sui grandi volumi di modelli dai contenuti altrettanto concreti. Verrà prodotta in più di 150.000 esemplari l’anno per l’Europa nello stabilimento Valenciennes, in Francia, non a caso lo stesso dove nasce Yaris, con cui condivide la piattaforma modulare GA-B, una Global Architecture mirata a sostenere una intera famiglia di vetture con il comune denominatore del telaio evoluto con acciai ad alta resistenza, un distribuzione dei pesi curata e, in definitiva, una tenuta di strada piuttosto alta, a disposizione di molti e di altrettanti gusti.

Yaris Cross non assomiglia affatto a Yaris, per altro un grande successo commerciale anche in Italia già a partire dal lancio, il luglio scorso. Piuttosto amministra misure diverse, con 418 cm di lunghezza, 24 più di Yaris, e poi 176 cm in larghezza e 156 d’altezza. Il design ha un immaginario più aggressivo, con forme che ricordano i tratti spigolosi del diamante e poi si raccordano in modo muscoloso con i passaruota, che ospitano cerchi fino a da 18 pollici di diametro. L’impressione è grintosa quanto gli ingombri si rivelano agili, la visibilità a prova di traffico e di città, gli interni tecnologici nell’impronta di una strumentazione digitale, ma con spazio e versatilità nel bagagliaio.

Su tutto, la nostra prova ha dimostrato che l’incontro tra una vettura trend setter e la motorizzazione Full Hybrid di quarta generazione funziona a meraviglia. La terza via c’è, e a tratti disarma. Il benzina tre cilindri 1.5 litri da 92 Cv è abbinato ad un propulsore elettrico salito a 59 kw di potenza e con 141 Nm di coppia, ciò che serve a bilanciare in modo pieno gli eventuali ritardi di risposta del cambio e-Cvt o dell’entrata in funzione del propulsore tradizionale. La potenza complessiva è di 116 Cv, i consumi dichiarati e realistici corrispondono a 4,6 litri di benzina per 100 km, con emissioni di CO2 ridotte a 98 g/km. Yaris Cross amministra le fasi di rilascio e di veleggiamento avanzando a zero emissioni, e conferma la fluidità di funzionamento di un vero sistema complesso che diventa semplice da capire, e sfruttare. Perfino la nettezza della frenata non viene condizionata dal sistema di recupero rigenerativo, mentre ritroviamo uno sterzo preciso, un assetto composto che non innesca movimenti della carrozzeria in curva, un isolamento dalle irregolarità stradali che viene da un lavoro attento sulle sospensioni.

Yaris Cross arriverà nelle concessionarie italiane ad inizio settembre, mentre il listino ufficiale sarà reso noto la seconda settimana di luglio, anche se ha già incassato oltre 3.000 prenotazioni a scatola chiusa. Aprendola con una prova su strada, la riflessione è corsa al pragmatismo dell’industria giapponese nell’affrontare i temi ambientali con prodotti che facciano da volano al cambiamento, e non ai massimi sistemi per pochi, all’elite del ripensamento.

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