Chi ha avuto l’occasione di vivere per qualche tempo all’estero (non il classico “mordi e fuggi” del businessman o del turista, ma l’importante esperienza di chi ha già conquistato la doppia cittadinanza) ha certamente potuto accorgersi della differenza “palpabile” tra chi, vivendo in Italia, è immerso nelle “cose” italiane, e ne vede soprattutto i difetti, e chi, avendo spostato da tempo i suoi interessi immediati nelle problematiche del suo paese d’adozione, finisce col ricordare dell’Italia principalmente il suo immenso bagaglio storico, artistico e culturale. Solo quando si lascia l’Italia, forse per sempre, si comincia ad apprezzarne davvero la storia e i valori.

È quindi con vero piacere e sincera partecipazione che i connazionali rispondono con entusiasmo all’invito celebrativo dei nostri appuntamenti “istituzionali”. Naturalmente in questa occasione ha giocato in Texas un ruolo importante anche la coincidenza con l’agognato termine dei distanziamenti e delle chiusure obbligate di certi locali pubblici, dopo che per tutti si è sostanzialmente conclusa la prescrizione vaccinale, ma è comunque piacevole constatare come in questi incontri sia del tutto assente la componente “politica” nella fase celebrativa dei discorsi e vengano invece giustamente messi in rilievo gli aspetti istituzionali e quelli di fratellanza che uniscono strettamente tutti gli italiani all’estero. È stato infatti messo giustamente in rilievo non solo il fatto che lo scorso 2 giugno si è celebrato il 75esimo anniversario della Repubblica, ma anche il fatto che rappresentasse il 160esimo anniversario dell’Unità d’Italia, entrambi due punti cardinali della nostra democrazia.

A guidare le nostre comunità, in una Circoscrizione americana grande come mezza Europa (comprende Texas, Oklahoma, Arkansas e Louisiana), è il vulcanico Vincenzo Arcobelli che, oltre al suo lavoro di comandante pilota di aerei, svolge anche diverse attività istituzionali elettive. Egli è stato infatti eletto dagli italiani negli Stati Uniti come loro rappresentante nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie) dopo aver coperto per diversi anni anche la presidenza del Comites (Comitato per gli Italiani all’Estero) e quelle del “Comitato Tricolore” e dei “Siciliani nel Nord America” (vedasi foto e simboli allegati).

Continuamente in crescita, anno dopo anno, è stata anche la realizzazione della sua “Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo” che nel 2013 ha concluso “L’anno della cultura italiana negli Usa” (patrocinata anche dal presidente Giorgio Napolitano) e che lo scorso anno, nonostante le chiusure imposte dalla pandemia, ha potuto raggiungere la XV edizione svolta interamente in videoconferenza.

Ma Arcobelli è stato premiato anche dalle istituzioni del Texas (con la decorazione ad “Ammiraglio Onorario della Marina del Texas”) quando in seguito al disastroso uragano Katrina (agosto 2005), che sommerse quasi interamente la grande città di New Orleans, organizzò col supporto della Comunità italiana del Texas aiuti di ogni tipo ai rifugiati della Louisiana ospitati in Texas.

L’incontro dello scorso 13 giugno al Ristorante Italiano Calabrese Southlake (Dallas) è stato quindi molto di più che la semplice “bicchierata” tra amici che si fa in queste occasioni. È stata di fatto un’ode alla “ripartenza”, un ritorno alla vita, al lavoro e alla normalità cui ciascuno di noi aspirava da quasi un anno e mezzo dopo la clausura forzata causata dalla pandemia, e farlo con chi è lieto di poter condividere non solo le ottime libagioni della cucina italiana, ma anche ogni parola di una cultura e di una storia millenaria, ha reso l’evento doppiamente prezioso.

Conoscendo personalmente quasi tutte quelle persone mi unisco quindi virtualmente a tutti loro con un fraterno saluto e con la certezza che l’attitudine alla solidarietà, sempre presente tra i connazionali che frequentano queste associazioni, darà ancora una volta una marcia in più ad ognuno di loro e alle loro comuni aspirazioni.

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