“Sono ancora frastornata e sto cercando di riprendermi. È una situazione completamente nuova nella quale devo cercare di calarmi al più presto. Ho accettato appena mi è stato proposto di candidarmi”. Dopo aver bruciato più candidati che tesserati, alla fine dal cilindro del centrosinistra è uscita Maria Antonietta Ventura: sarà la candidata a presidente della Calabria che tenterà di strappare la Regione al centrodestra. L’accordo, ufficialmente, è di tutte le forze politiche che hanno costituito la cosiddetta maggioranza giallorossa, a sostegno del secondo governo Conte. L’annuncio è dato con soddisfazione dai leader di Pd, M5s e Articolo 1 Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Ma che la strada non è proprio dritta lo dimostra il comunicato di Sinistra Italiana – che in Parlamento costituisce un pezzo di Liberi e Uguali – che con il segretario Nicola Fratoianni smentisce il sostegno “di Leu” a Ventura, rivendicando l’appoggio del suo partito al sindaco uscente di Napoli Luigi De Magistris e soprattutto a Mimmo Lucano, candidato con lui alle Regionali. I Giovani Democratici, l’organizzazione giovanile del Pd, contesta invece a Letta il fatto che la candidatura non sia nata affatto “dai territori”, come da buona pratica rivendicata dal segretario democratico.

Presidente regionale di Unicef, moglie del sindaco di San Lucido in provincia di Cosenza, Cosimo De Tommaso, Maria Antonietta Ventura è un’imprenditrice di 53 anni. È socia al 31 per cento e presidente del consiglio di amministrazione dell’impresa Francesco Ventura Costruzioni Ferroviarie Srl. È l’azienda di famiglia che lavora con gli appalti pubblici e il 38 per cento delle quote sono in mano al fratello Pietro Ventura, rinviato a giudizio in un’inchiesta che ha coinvolto l’ex presidente della Regione Mario Oliverio e l’ex vicepresidente Nicola Adamo. Nei confronti di Ventura, la Procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri aveva chiesto l’arresto ma il gip pur ravvisando “profili di consapevole compartecipazione” in un abuso d’ufficio, ha rigettato la misura cautelare perché i presunti reati sono del 2016, “sicché ciò rende non attuale il pericolo di reiterazione”.

Conte, Letta e Speranza nella loro nota congiunta parlano di una candidatura nata “dopo settimane di intenso e serio confronto con tutte le forze politiche e civiche del territorio che si riconoscono nella coalizione tra il centrosinistra unito e il M5s. Ventura “è la personalità migliore per conciliare slancio nei valori e pragmatismo nell’azione. La nostra proposta guarda alla Calabria che lavora e che lotta, che innova e costruisce un riscatto vero, oltre ogni retorica. Maria Ventura unisce il centrosinistra, il Movimento 5 Stelle e tutto il civismo che si ritrova nei valori della giustizia sociale, dello sviluppo sostenibile, del contrasto alla ‘ndrangheta, della sanità di eccellenza per tutti, dell’istruzione e della ricerca come priorità assolute. Valori che uniscono progressisti e riformisti”. Tra le altre forze che appoggiano Ventura per una “Calabria che si rialza dopo il Covid” ci sono il Psi e alcune liste civiche.

Maria Antonietta Ventura parla già da candidata: “Immagino una Calabria più semplice e fruibile per tutto, perché abbiamo le potenzialità per diventare il posto più bello del mondo. Una terra che già di suo è meravigliosa ma che deve diventare soprattutto vivibile, dove non deve essere tutto complicato. Qui da noi, e lo sappiamo bene, è complicato fare impresa, accedere in ospedale, portare i propri figli all’asilo, tutti temi sui quali si può e si deve lavorare”.

Fin qui la versione ufficiale. In realtà la nota di Conte, Letta e Speranza ha già suscitato diversi malumori nel centrosinistra calabrese. La sensazione è che sia stata una decisione calata dall’alto. Basta pensare che gli esponenti del Pd calabrese hanno chiesto una riunione urgente con i vertici romani a cui hanno già chiesto spiegazioni sulla candidata. La voce che circola in queste ore è che sia stata una scelta tutta di Conte e Letta senza interpellare il territorio. Il segretario regionale dei Giovani democratici, Mario Valente, poco prima dell’ufficialità del nome parlava di nomi che trapelavano e dello “sconcerto di fronte ad un metodo che considero sbagliato, nella designazione di candidature e scelte politiche”. “Il segretario Letta, in molte occasioni, ha ribadito con forza che la scelta dei candidati è competenza dei territori – continua Valente – Il percorso in Calabria era stato affrontato nella scorsa riunione, il centrosinistra aveva indicato un nome forte ed autorevole (il consigliere regionale Nicola Irto, ndr) che può rappresentare la costruzione di un nuovo progetto politico per la Calabria”. Insomma, “non possono essere accettati nominativi calati dall’alto senza un confronto aperto”. Due ore dopo queste parole la candidatura di Maria Antonietta Ventura è stata ufficializzata. All’insaputa del Pd calabrese.

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