Lacrime tv sulla morte di Camilla Canepa. Quasi in contemporanea, e durante la prima serata televisiva sia Barbara Palombelli che l’immunologa Antonella Viola hanno ceduto alla commozione nel ricordare la morte della ragazza 18enne vaccinata con AstraZeneca dopo essere stata ricoverata all’ospedale San Martino di Genova per una trombosi del seno cavernoso. A Stasera Italia la Palombelli non è riuscita a trattenere le lacrime mentre sullo schermo appariva una foto della ragazza deceduta. “E’ nostro dovere in questo momento abbracciare la famiglia, gli amici e le amiche di questa ragazza e pensare a questo sorriso che non c’è più. E’ veramente dura in questo momento essere qui a guardare quello sguardo, quel sorriso che non è più tra noi”. La 18enne di Sestri Levante è morta nel reparto di Rianimazione dov’era ricoverata ed era stata sottoposta a due interventi chirurgici negli ultimi giorni per rimuovere il trombo e contenere la pressione intracranica dovuta all’emorragia. Vicenda terribile che ha riaperto il dibattito attorno all’efficacia sulla somministrazione del vaccino AstraZeneca agli under 50. La Palombelli ha poi concluso un po’ confusamente: “Abbiamo detto che questa è una guerra. Sono morte 126mila persona nella guerra del Covid e questa ragazza forse si poteva anche salvare, questo purtroppo domani lo diranno tutti. Io lo voglio dire questa sera”. Su La7 ad Otto e mezzo invece sono andate in onda le parole dell’immunologa Antonella Viola che con il magone ha voluto stoppare e ribaltare la tesi della conduttrice Lilli Gruber (“dottoressa non creiamo inutili allarmi”): “Questa volta voglio dire che la seconda dose AstraZeneca non va fatta. Voglio che sia chiaro. Perché è vero che in questo momento si dice che il numero di casi di trombosi è inferiore nelle seconde dosi, ma questo dipende dal fatto che abbiamo fatto poche seconde dosi. Quindi non abbiamo dati a sufficienza per escludere che ci sia un rischio. Si sono verificati eventi trombotici anche a seguito delle seconde dosi. Per favore non facciamo lo stesso errore. Muoviamoci per una seconda dose diversa per i giovani e soprattutto tra le donne giovani”. E questo è successo con le raccomandazioni “perentorie” (e tardive) di Cts, Figliuolo e governo.

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