Depop, da garage a unicorn. L’app ideata da Simon Beckerman e nata in H-Farm nel 2011, è stata acquisita da Etsy, il marketplace americano quotato al Nasdaq, per 1,625 miliardi di dollari. Nel 2020 per Depop le vendite lorde di merci (Gms) sono state di circa 650 milioni di dollari, in aumento di oltre il 100% anno su anno. L’operazione, grazie alla clausola di earn out prevista negli accordi, genererà per H-Farm un incasso di circa 6 milioni di euro con un ritorno di 15,5 volte rispetto all’investimento iniziale di 792mila euro. L’incasso è subordinato all’effettivo perfezionamento della vendita previsto nel corso del terzo trimestre 2021 in conseguenza dell’avversarsi di condizioni sospensive, meccanismi di aggiustamento prezzo come da prassi, nonché all’ok delle autorità Antitrust Statunitensi e Inglesi.

Depop entra così nell’olimpo degli “unicorni”, avendo superato in poco tempo il valore di 1 miliardo di dollari, con una valutazione quasi doppia rispetto a quella che diede Facebook a Instagram nel 2012. I numeri sono giustificati dai dati della piattaforma che oggi conta 30 milioni di utenti distribuiti in più di 150 paesi al mondo, dove ogni mezzo secondo viene caricato un prodotto e ogni 3 secondi viene venduto un capo di moda.

Nel 2011 H-Farm ha deciso di aiutare la nascita di Depop – che agli esordi si chiamava Garage – e dare una casa per crescere all’idea del co-fondatore della rivista Pig e degli occhiali da sole Retrosuperfuture. Originariamente nata come un social network in cui i lettori di Pig potevano acquistare articoli presenti nella rivista, Beckerman decise di reinventare l’app come un mercato globale in cui vedere, acquistare e prendere ispirazione, generando così un canale di connessione globale, nell’m-commerce, ma anche nella cultura, nel design e nelle comunità creative di tutto il mondo.

Per Depop la crescita è stata rapidissima: oggi conta oltre 400 dipendenti nella sede di Londra e negli uffici di Manchester, Los Angeles, New York e Sydney. È la “casa” di più di 30 milioni tra stilisti, designer, creativi, venditori di articoli vintage, collezionisti seriali di sneakers e molto altro. Secondo il Circular Fashion Report 2020 il mercato della moda circolare ha un valore potenziale di 5mila miliardi di dollari, il 63% in più dell’industria della moda tradizionale.

Nel 2020 Depop ha transato la cifra di 1 miliardo di articoli, il tutto in un ambiente virtuale, senza negozi o magazzini fisici, ma semplicemente mettendo in contatto venditore e compratore, garantendo la loro affidabilità. Con questa operazione H-Farm entra di diritto a far parte dei più importanti acceleratori al mondo, con un risultato che non ha eguali in Europa, confermando la grande visione e intuizione della società del trattorino rosso. Fondata nel 2005 H-Farm è stata il primo venture incubator al mondo a focalizzarsi nel mondo seed: da allora ha investito oltre 28 milioni di euro nei suoi primi 10 anni di vita, supportando la nascita di oltre 120 startup digitali.

“Sono felicissimo per Simon, che in questi 10 anni è diventato un grande amico: la sua è una storia bellissima fatta di umiltà, grandissima visione, enorme sensibilità per il design, capacità di ragionare in grande, ed un’incredibile capacità di saper interpretare la società di oggi – ha commentato Riccardo Donadon, presidente e fondatore di H-Farm – Depop in 10 anni ha fatto qualcosa di straordinario, raggiungendo dei numeri che molti gruppi industriali raggiungono in due generazioni e questa cessione è solo l’inizio di un enorme creazione di valore. Il modello di business di puro acceleratore con l’esigenza di dimostrare al mercato le exit, associato alle difficoltà dovute al ritardo del Campus, ci ha imposto una prematura uscita da Depop. Il risultato raggiunto è comunque molto soddisfacente e lo è stato anche per tutti gli angels investor che hanno seguito i nostri suggerimenti ed investito con noi, e grazie a noi nel 2012 e negli anni successivi. Spero che questo successo possa spingere tanti altri a credere nei giovani e in piattaforme come la nostra che fanno di tutto per aiutarli. Nei prossimi anni il nostro sogno sarà ripetere questa storia con i nostri studenti, ogni giorno sento idee straordinarie: ora vogliamo fare in modo che il prossimo unicorn esca dalla nostra università, dalla nostra scuola o dai nostri corsi”.

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