“Se le informazioni sono vere, vorrei dire che questo è inaccettabile fra partner alleati. Ci aspettiamo delle risposte per chiarire quello che è successo”. Le parole pronunciate da Emmanuel Macron rispecchiano le richieste che alcuni Paesi Ue stanno avanzando nei confronti della Danimarca dopo l’inchiesta pubblicata dalla televisione pubblica danese DR, a cui hanno avuto accesso Le Monde, Süddeutsche Zeitung, i canali tedeschi NDR e WDR, oltre che la televisione pubblica svedese SVT e norvegese NRK, che ha rivelato come dal 2012 al 2014 diversi parlamentari e alti funzionari di Germania, Francia, Norvegia e Svezia, tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel, siano stati spiati dalla National Security Agency (Nsa), l’agenzia di intelligence americana, utilizzando i sistemi di intercettazione dei cavi sottomarini delle telecomunicazioni danesi. E quindi in collaborazione con Copenaghen, secondo i reporter.

Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno quindi fatto sapere in conferenza stampa di aspettarsi chiarimenti sulla presunta collaborazione di Copenaghen con l’intelligence Usa. Così come la Svezia: “Abbiamo richiesto informazioni complete sull’incidente. Non la considero finita”, ha detto il ministro della Difesa, Peter Hultqvist, aggiungendo comunque di non essere a conoscenza del fatto che i politici svedesi fossero sotto sorveglianza. “Ritengo che questa situazione sia molto grave, ecco perché ho chiesto che la Danimarca fornisca un resoconto completo sul fatto che l’intelligence danese fosse veramente coinvolta o meno in tali attività, se queste coinvolgono società, cittadini svedesi o interessi svedesi”.

In giornata il portavoce del governo di Berlino, Steffen Seibert, aveva assicurato di essere “in contatto con tutti gli interlocutori nazionali e internazionali interessati per avere un chiarimento”, mentre il sottosegretario francese agli Affari Europei, Clément Beaune, ha voluto precisare che “fra alleati, anche se non siamo in un mondo di ingenui, ci deve essere fiducia, un minimo di cooperazione. Potenzialmente, questi fatti sono gravi”. Per questo, adesso la priorità è quella di “verificare se i nostri partner danesi abbiano commesso degli errori o abbiano delle responsabilità nella cooperazione con i servizi americani. Io non sono in grado di dirlo, ma è questo che bisogna verificare prima di tutto poiché c’è stato un allacciamento su cavi danesi”. Quanto agli americani, ha poi aggiunto, innanzitutto “bisogna vedere se con questa tecnica ci sono state, indirettamente, delle intercettazioni, uno spionaggio di responsabili politici, qualcosa che non si deve ritenere banale ma che è gravissima”. Beaune ha tuttavia insistito sulla “cooperazione” fra gli Stati Uniti e l’Unione europea che “funziona in entrambe le direzioni”: “Il fatto che gli americani abbiano strumenti di intercettazione e di informazione più potenti di quelli che hanno la maggior parte dei loro alleati europei, non significa che non abbiano anche bisogno di noi. Affinché questo funzioni, bisogna creare un clima di fiducia e gli americani hanno davvero bisogno che si forniscano loro certe informazioni di cooperazione. Questo aiuta anche noi. Se non fossimo in un clima di fiducia e buona cooperazione, sarebbe pericoloso anche per gli americani. Non siamo privi di strumenti”.

Secondo l’inchiesta pubblicata dalla tv danese, la Nsa ha agito con l’aiuto della Danimarca in virtù di una collaborazione di sorveglianza con l’unità di intelligence militare danese FE. Alla richiesta di un commento sulla vicenda, il ministero della Difesa danese non ha risposto, ma secondo i giornalisti è stato informato dell’attività di spionaggio nell’agosto del 2020. In un’intervista all’emittente danese, il ministro Trine Bramsen ha comunque dichiarato che “l’intercettazione sistematica di stretti alleati è inaccettabile”. No comment dalla Nsa e dall’Intelligence americana (Dna).

Oltre a Merkel, tra coloro che sono stati spiati ci sono l’allora ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, e l’allora leader dell’opposizione, Peer Steinbruck. La Nsa – è emerso dall’inchiesta – è stata in grado di accedere a messaggi di testo sms, chiamate telefoniche e traffico Internet, comprese ricerche, chat e servizi di messaggistica. L’attività di spionaggio statunitense è stata descritta nel dettaglio in un rapporto segreto del gruppo di lavoro interno della FE dal nome in codice “Operazione Dunhammer” e presentato al top management della FE nel maggio 2015, sostiene la tv pubblica danese. DR ha riferito che le sue informazioni provengono da nove diverse fonti che avevano accesso a informazioni classificate della FE e ha affermato che le loro rivelazioni sono state confermate in modo indipendente da diverse fonti. Né la FE né il direttore di FE all’epoca, Lars Findsen, hanno ancora commentato le rivelazioni.

Tiepida, fino ad ora, la reazione dell’Unione europea, con un portavoce della Commissione che si è limitato a ricordare che “le questioni di intelligence sono di competenza nazionale e sta alle autorità del Paese sorvegliare i loro 007”. Quando i giornalisti hanno ricordato che, all’epoca dei fatti, l’attuale vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager ricopriva l’incarico di vicepremier e ministro dell’Interno a Copenaghen, il portavoce Eric Mamer si è limitato a rispondere: “Margrethe Vestager è vicepresidente esecutivo della Commissione europea incaricata per il Digitale e la Concorrenza, questi sono gli argomenti di cui parliamo per suo conto, non su eventi legati a funzioni che può aver avuto quando era membro del governo danese”.

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