La filiera cinematografica italiana riunitasi intorno al nome #soloalcinema per fronteggiare la chiusura forzata e la crisi dell’industria si è confrontata martedì 25 maggio in un incontro dove è stato annunciato lo stanziamento ulteriore di 40 milioni di euro che portano a 275 il totale dei fondi straordinari stanziati per il risanamento, totalizzandone 640 milioni dall’anno in corso.

Le associazioni di settore, dagli esercenti ai produttori, hanno fatto cerchio intorno alle Notti Bianche del Cinema, che si svolgeranno il 2 e 3 luglio, 48 ore di cinema non-stop, finora per 60 sale in 25 città. Come? Un bigliettone forfettario da 8 euro che permetterà gli ingressi illimitati per tutta la prima notte e per poco di più anche sul 3 luglio. E gli attori? A rappresentarli in questa occasione Pierfrancesco Favino, al quale si sono dispiegate tante e importanti orecchie istituzionali interessate alla sua proposta d’inserire il cinema come materia nelle scuole. Ma anche Vittoria Puccini attrice e presidentessa di Unita, Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo che conta 1200 attori, si è detta per questo pensiero costruttivo offrendo collaborazione attiva dalla sua associazione.

Certo, parlare di grandi progetti estivi per cinema riaperti mentre scatta la stagione calda in un’Italia storicamente abituata a riempire le sale principalmente nei mesi freddi, è senz’altro una sfida in salita, ma necessario affrontarla senza attendere troppo l’autunno, perché visto il periodo dal quale cerchiamo di uscire, può valere tutto. Anche sperimentazioni e nuove idee ad un punto zero dove quasi nulla sembra più da perdere e molto invece da recuperare.

Nel frattempo è seguita un’altra giornata particolare in cui sono state rese note, qui da noi, le candidature ai Nastri d’Argento, mentre da oltreoceano Amazon acquisiva la gloriosa Metro Goldwyn Mayer creando un inedito blocco piattaforma/major dopo l’acquisizione/deglutizione Disney/Fox. In tutto questo le sale continuano a sfornare novità che si inseguono tra grande schermo e device vari.

Dal 3 giugno arriva solo in sala Valley of Gods, viaggio sciamanico e metropolitano alla scoperta dei Navajo. Abbiamo questa comunità di nativi gravemente lesa dalle radiazioni all’uranio estratto in grotte sventrate da una company senza scrupoli, e dall’altra parte l’uomo più ricco del mondo che possiede tutta la terra, quindi gli uomini che le appartengono, compresa la faccia di John Malkovich che gli dà vita. In mezzo lo scrittore interpretato da Josh Harnett. Da che parte della storia penderà la sua penna?

Ultimo del cosiddetto Trittico di Lech Majewski, tema arti, il film adotta il punto di vista basculante di uno scrittore: personaggio quanto deus ex machina. Tanta visionarietà in regia e alcuni momenti di lirismo che non passano inosservati, non eccelso quanto le proprie ambizioni, ci torna comunque stimolante il punto di vista di un europeo, stavolta un polacco, su tratti americani come lo sfruttamento bieco della terra e lo schiacciamento secolarizzato subito dai Nativi d’America. Nota a margine, è il primo film ad avere come co-produttore CG Entertainment, finora specializzata in home video e con alcune incursioni cine-distributive alle spalle.

Uscita una e bina quella di Crudelia, dal 26 maggio nelle sale e dal 28 sulla piattaforma Disney+, finestra strettina per l’esclusiva di sala. Chissà cosa ne penseranno gli esercenti. Come si diceva prima, è un momento in cui vale tutto, ma prima o poi si dovrà pensare a una nuova regolamentazione tra grandi e piccoli schermi. Quanto a queste origini della villain n.39 della Top 100 stilata dall’American Film Institute, invece, possiamo dire che va in crescendo.

L’innesto di Emma Stone offre modelli e immedesimazioni nuove per le giovani spettatrici. Meno altisonante e più pop, la carismatica ragazzaccia parte come una sorta di “Harley Queen veste Prada” e inizialmente il patchwork annoia. Poi alcuni twist che spostano il lavoro su una storia di vendetta, conquista delle proprie origini, rivelazione delle potenzialità della protagonista. E allora diventa hard rock pure grazie a impianti musicali dai Led Zeppelin a Iggy Pop, dove ascoltiamo pure lo zampino dei Maneskin che eseguono con energia perfetta la cover di I wanna be your dog in una scena piuttosto iconica. Chissà se li hanno esaminati per narcotici pure lì.

Da cinema a uscite ibride giungiamo alla piattaforma pura. Maschile singolare, commediola italiana e opera prima di Matto Pilati e Alessandro Guida, è disponibile dal 4 giugno su Amazon Prime Video, che nell’ultimo anno ha dato riparo dalle intemperie della distribuzione in sala a diversi piccoli film italiani. Qui la direzione si accoccola su una qualità basica da fiction prevedibilissima di prima serata. Niente invenzioni e anonimato visivo. L’intreccio gira pure abbastanza bene ma intessuto intorno a personaggi non simpatici, addirittura truffaldini gli uni con gli altri seppur amici, e soprattutto senza sorriso. Né ammiccante né provocato a noi che li guardiamo.

E le relazioni matrimoniali e le frivolezze omosessuali mostrate con cliché un tanto al chilo non migliorano la situazione, anzi. Di emozioni ce ne sono davvero poche e arrivano in modi poco gradevoli. Purtroppo siamo lontani anni luce da un’unghia di Almodovar. Brillano giusto Barbara Chichiarelli e Michela Giraud con ruoli di vero senso tra saggezza per la prima e sketch solidi per la seconda. E peccato per la performance di Eduardo Valdarnini, caratterizzazione la sua preparata di tutto punto, ma lo script non è alla sua altezza.

Infine abbiamo un dirottamento bell’e buono. Mortal Kombat di casa Warner sarebbe stato uno di quei titoli estivi che avrebbero fatto buon traino per le presenze in sala, invece causa Covid uscirà direttamente su Sky Cinema in prima serata il 30 maggio e poi in piattaforma. Fortunatamente i loro blockbuster torneranno a uscire regolarmente al cinema dal Conjuring del 3 giugno in poi. Se la campagna vaccinale stenderà il virus.

In ogni modo, pioggia di effettoni scontati, testosterone in battute improbabili e una sceneggiatura che nelle dinamiche narrative ricalca perfettamente quelle di un videogioco, dove a fine quadro arriva un personaggio che suggerisce qualcosa di assurdo e i player lo seguono sicuri e senza espressione, questo nuovo reboot già prepara ai sequel per il famoso torneo dei videogiochi tutto botte da orbi offrendo mille appigli pure per un nuovo videogioco arcade ricavato dal film. Insomma, il gatto si morde la coda tra colpi d’arti marziali antiche mescolate a protesi hi-tech, ne resta un muscoloso e ingenuo acquarione per nerd.

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