Nuove partenze dalla Libia, altri naufragi nel Mediterraneo e l’Italia che chiede all’Europa un nuovo patto per la redistribuzione dei migranti. Safa Msehli, portavoce dell’Oim, riferisce che domenica “almeno cinque persone, tra cui un bambino, sono annegate quando la loro barca si è capovolta, mentre i sopravvissuti sono stati portati a riva dai pescatori”. Mentre l’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu parla di “42 sopravvissuti a un naufragio” che “sono appena stati riportati a Tripoli dalla Guardia costiera libica. L’Unhcr e la Croce rossa stanno curando i sopravvissuti che soffrono di ustioni in diverse parti del corpo. Un cadavere è stato recuperato e 23 persone risultano disperse“. La rotta tra Libia e Lampedusa torna calda, con oltre 700 respingimenti sulle coste di Tripoli e altre 635 persone che invece durante la notte, con quattro barconi, sono sbarcate a Lampedusa. In 24 ore sull’isola siciliana si sono registrati 20 sbarchi, per un totale di 2.128 persone arrivate all’hotspot: domenica c’è stato un incontro tra la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e il presidente del Consiglio Mario Draghi per la creazione di una cabina di regia che possa gestire la situazione.

L’incontro tra Draghi e Lamorgese sui continui sbarchi lungo le coste italiane – 12.894 migranti da inizio anno – è previsto tra martedì e mercoledì: parteciperanno anche i ministri degli Esteri e della Difesa, Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini. Intanto nel pomeriggio c’è stato un primo colloquio telefonico tra Lamorgese e la commissaria europea per gli Affari Interni, Ylva Johansson. Il Viminale ha spiegato che l’obiettivo immediato dell’Italia, in attesa della definizione del Patto su immigrazione ed asilo, è attivare entro l’estate un meccanismo temporaneo di solidarietà tra gli Stati europei disponibili per il ricollocamento delle persone soccorse in mare. Lamorgese ha invocato un cambio di rotta immediato: serve subito che un gruppo di Paesi – come avvenuto nel settembre del 2019 con l’accordo di Malta cui hanno partecipato anche Francia e Germania – si faccia carico di accogliere automaticamente, sulla base di un meccanismo di quote condivise, i migranti soccorsi in mare. Per evitare che tutto il peso dei flussi estivi destinati ad aumentare ricada solo sull’Italia.

La commissaria Ue, Ylva Johansson, durante un punto stampa ha sottolineato che “davanti a questa enorme quantità di persone che arrivano in pochissimo tempo c’è bisogno di solidarietà nei confronti dell’Italia e chiedo agli altri Stati membri di sostenere i ricollocamenti“. “So che è più difficile” gestire i flussi migratori “durante la pandemia, ma è possibile farlo ed è ora di mostrare solidarietà all’Italia”, ha aggiunto Johansson. A Bruxelles ha parlato anche l’Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, che ha sottolineato l’esigenza di “un meccanismo europeo stabile per gli sbarchi e i ricollocamenti“.

La situazione a Lampedusa – La Prefettura di Agrigento ha avviato il piano di trasferimenti per svuotare il centro di contrada Imbriacola. Stamani 200 lasceranno l’isola a bordo del traghetto di linea diretto a Porto Empedocle, per poi essere trasferiti in centri del Ragusano. Altri saranno invece trasferiti sulle navi quarantena: sulla nave Splendid andranno 312 persone, mentre si attende l’approdo della nave Azzurra con 600 posti disponibili.

Circa 500 dei 700 migranti che hanno trascorso la notte sul molo Favarolo stanno intanto per essere trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola. La struttura di prima accoglienza, dove sono in corso i lavori del secondo padiglione, ha una capienza per 250 persone, ma fino a 1.500 riescono ad essere sistemati. Entrando in 500 circa, tanti quanti ne sono stati appunto trasferiti, sul molo resteranno circa 200 persone. La priorità d’ingresso all’hotspot – secondo quanto garantiscono dalla Prefettura di Agrigento – verrà data ai soggetti vulnerabili, alle donne e ai bambini. Nel pomeriggio, i vigili del fuoco monteranno al molo una tenda che servirà sia per fare in modo che i migranti si riparino dal sole che dall’umidità della notte. Ai migranti presenti su molo Favarolo sono stati portati acqua, cracker e coperte.

Gli sbarchi nella notte Poco prima di mezzanotte una motovedetta della Capitaneria ha soccorso un peschereccio con a bordo 352 persone, di varie nazionalità, a 9 miglia dalla costa. A ruota, un’altra motovedetta ha trasbordato, lasciando l’imbarcazione alla deriva, altri 87 uomini intercettati a 15 miglia. Alle 3:20 sono sbarcati 101 migranti, fra cui 10 donne e 3 bambini, soccorsi a 12 miglia. In contemporanea, sono arrivati altri 95, fra cui 3 donne e 5 bambini.

I numeri – “Siamo preoccupati che sempre più persone intraprendano questo viaggio pericoloso e la perdita di vite umane è intollerabile. Finora almeno 500 persone sono annegate nel Mediterraneo centrale quest’anno rispetto ai circa 150 morti registrati nello stesso periodo” del 2020, ha spiegato all’Ansa la portavoce dell’Oim Safa Msehli. “Gli Stati non possono ignorare le proprie responsabilità e obblighi ai sensi del diritto internazionale. Abbiamo bisogno di più mezzi guidati dallo Stato per la ricerca e il soccorso nel Mediterraneo”, ha aggiunto la portavoce. Si avviano a toccare quota 13mila gli sbarchi di migranti nel 2021 in Italia. I dati del ministero dell’Interno aggiornati alle 8 di stamattina indicano 12.894 arrivi, il triplo rispetto ai 4.184 dello stesso periodo dello scorso anno. Ieri si è toccato il picco con ben 1.950 persone giunte in una sola giornata. I tunisini sono in testa tra le nazionalità più rappresentate (1.716), seguiti da ivoriani (1.292) e bengalesi (1.216). I minori stranieri non accompagnati sono 1.373.

Le reazioni – “Ne parleremo con Draghi“, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, in un incontro con i giornalisti fuori dalla sede di Regione Lombardia. “Noi a Draghi porteremo i modelli degli altri paesi europei – ha aggiunto – Siccome giustamente si parla di un governo europeista e di quello che ci chiede l’Europa, chiederemo che l’Italia si comporti come si comporta la Spagna, la Grecia e la Francia. In nessun altro Paese ci sono i numeri, le dimensioni e i problemi che abbiamo in Italia”, ha aggiunto Salvini. Fratelli d’Italia invece chiede un blocco navale, “una missione militare europea, fatta in accordo con le autorità del Nord Africa, per impedire ai barconi di partire in direzione dell’Italia. È l’unica misura seria per contrastare il business dell’immigrazione clandestina e fermare una volta per tutte le morti in mare. Ma capisco sia un discorso troppo difficile da comprendere per i paladini dell’accoglienza a tutti i costi”, scrive su Facebook Giorgia Meloni. “Fa davvero impressione sentire Salvini e Meloni parlare a vanvera di invasione, mentre le organizzazioni ufficiali internazionali rivelano che da gennaio ad oggi sono morte annegate nel Mediterraneo almeno 500 persone, uomini, donne e tanti bambini”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Invece di chiedere al governo italiano e all’Europa di mettere subito in azione un assetto navale di ricerca e soccorso insieme ad una veloce redistribuzione dei migranti nel Continente, la destra preferisce agitare le paure con la solita cinica propaganda. Una propaganda – conclude Fratoianni – che fa ribrezzo“.

“Numeri molto alti, sono preoccupato, anche perché siamo ancora in emergenza Covid“, ha detto il sindaco di Lampedusa Totò Martello ai microfoni de L’Italia s’è Desta su Radio Cusano Campus. “Si parla del problema solo quando ci sono sbarchi, ma la questione è più ampia. Bisogna capire che non si può intervenire solo nel momento in cui si arriva, ma anche nel momento in cui si parte. Meloni parla di blocco navale? Dovrebbe fare la prova sul campo per capire che quello che dice non è attuabile, a meno che non si dica: chi si avvicina alle coste italiane sarà colpito e affondato. Quando a gennaio abbiamo avuto i primi sbarchi, i segnali erano molto chiari, bastava un giorno di bel tempo per vedere arrivare 700-800 persone. Ognuno si stupisce, ma se in Italia il fenomeno delle migrazioni viene preso in considerazione solo quando c’è l’emergenza o quando c’è la campagna elettorale, non si riesce mai a capire quale sia la grandezza del fenomeno e del problema d’affrontare”.

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