Ennesimo Ramadan di sangue in Afghanistan, dove il recente annuncio del ritiro delle truppe della coalizione occidentale non ha frenato l’offensiva dei gruppi estremisti ancora molto attivi nel Paese. Almeno 30 persone, in maggioranza studentesse, sono morte, mentre altre 52 risultano ferite, dopo l’esplosione di un’autobomba di fronte a una scuola della capitale Kabul. Il numero delle vittime, secondo quanto riferisce il portavoce del ministero dell’Interno, Tariq Arian, è però destinato a crescere.

Secondo le prime ricostruzioni, a esplodere è stata un’autobomba, seguita poi da altri boati, forse provocati dal lancio di razzi. La deflagrazione è avvenuta nel distretto di Dasht-e-Barchi, a ovest della città, dove vive la minoranza hazara sciita, spesso oggetto di discriminazione e attacchi da parte dell’estremismo di etnia pashtun, con centinaia di persone che si trovavano in strada a fare acquisti in vista dell’Eid al-Fitr del 12 maggio che segnerà la fine del mese di digiuno musulmano. Si tratta della stessa zona colpita da un attacco dell’Isis contro la maternità gestita da Medici Senza Frontiere nel giugno 2020.

Non è ancora chiaro chi siano gli autori di quello che sembra essere l’ennesimo attentato contro civili in un Paese martoriato da decenni di conflitto e che tenta a fatica di avviare un processo di pacificazione interna. Vista la dinamica, il principale indiziato sembra essere lo Stato Islamico. Più difficile, invece, che sia opera dei Taliban che, solitamente, sferrano i loro attacchi contro obiettivi governativi o militari, sia della coalizione che del governo di Kabul. Raramente, invece, i civili sono stati obiettivi diretti negli ultimi anni.

“Ho visto corpi insanguinati in una nuvola di fumo e polvere, mentre alcuni dei feriti urlavano”, ha raccontato un uomo sfuggito all’esplosione. “Ho visto una donna cercare la figlia tra i cadaveri – ha aggiunto – Ha poi trovato uno zaino che era della figlia ed è crollata”. Sdegno e cordoglio per l’attentato sono state espresse dalla missione Ue in Afghanistan e dalla missione di assistenza delle Nazioni Unite nel Paese. Il ministero dell’Interno afghano ha annunciato di aver aperto un’inchiesta per terrorismo.

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